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domenica 13 settembre 2026

tra corpo, genere e persona nella tradizione cattolico-romana, sarò all'Embodied Lives, di Uni-Malta

Aggiornamento del 19/09/26 - 📹 Guarda il reportage video (20'): Istituzioni ecclesiali, simbolica del corpo e sfide del contemporaneo. Un sintesi per immagini, interventi e riflessioni dell'intervento tenuto al convegno internazionale di Malta, integrata con le attività di ricerca dell'Associazione "Oltre il Chiostro" e del Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica. Usa il player qui sotto per seguire la relazione integrata con le slide e i contributi dei relatori:

Nei prossimi giorni sarò a Malta, ospite del colloquio internazionale Embodied Lives: Interdisciplinary Dialogues on the Body, che l'Università di Malta promuove dal 14 al 16 settembre nell'Auditorium ICT del campus di Msida. Non si tratta di un convegno qualunque: tre giorni di sessioni plenarie e parallele in cui antropologi, teologi, medici e filosofi proveranno a ripensare il corpo come luogo di senso, prima ancora che come oggetto di sapere — un'impresa che deve non poco alla lezione di David Le Breton, tra i relatori principali dell'incontro.

Mercoledì 16, nella sessione dedicata ai "Sacred Bodies", presenterò una relazione dal titolo Corpo, genere e persona. Valorizzazioni e inibizioni della corporeità sessuata in alcune antropologie etico-religiose di parte cattolico-romana. Muovendo proprio da Le Breton — e dalla sua idea del corpo come costruzione simbolica, mai del tutto riducibile a un dato biologico — provo a interrogare il dualismo tra corpo e persona che ancora attraversa larga parte dell'antropologia cattolico-romana: dai criteri di ammissione agli ordini sacri, alla gestione della continenza celibataria, fino alle più recenti e dolorose vicende degli abusi su minori e persone vulnerabili. Un dualismo che, a ben vedere, finisce per pesare anche sulla domanda, oggi ineludibile, circa l'ammissibilità ai percorsi di formazione al sacerdozio e alla vita consacrata di persone appartenenti alla galassia LGBTQI+.

Pubblico qui il testo esteso dell'intervento, nella speranza che possa essere utile a chi non potrà seguirlo dal vivo, e come contributo a una discussione che l'"antropologia dei limiti" di Le Breton ci obbliga, credo, a non rinviare oltre.

Pasquale Giustiniani

domenica 28 giugno 2026

I Giustiniani e l'argilla del Sannio: da San Lorenzello a Napoli, un'eredità che non si spezza

 

Il grande capostipite della famiglia dei faenzari e ceramisti, Nicola Giustiniani, rivive nelle botteghe di San Lorenzello, come rivive nella denominazione del locale Istituto d’arte. I suoi eredi attuali sono la decoratrice Annarita Giustiniani, figlia del grande Luigi e in Pasqualino Giustiniani, figlio del grande Alessandro, prematuramente scomparso. Il filo doppio tra la stagione cerretana e la stagione napoletana dei faenzari e ceramisti Giustiniani rivive nei

domenica 17 maggio 2026

Tra ragione, fede e scienza. Le domande degli studenti dell' ISS Carlo Levi di Marano (NA)

Mattinata di discussione (il 15 maggio 2026) con gli studenti del classico, delle scienze umane e dello scientifico nell'aula magna dell'Istituto Superiore Statale "Carlo Levi" di Marano di Napoli, sotto la regia eccellente della Dirigente scolastica.

Dopo un progetto di "Letture a scuola", coordinato dai docenti di Religione e di Filosofia del Carlo Levi, gli studenti di ben cinque classi hanno incontrato e posto domande ai tre autori di "Tra ragione, fede e scienza" (edizioni La Valle del Tempo, Napoli 2025).
Il libro è nato dalle discussioni di tre amici — un filosofo, un teologo e uno scienziato — che si interrogano insieme su un tema antico e sempre attuale: il rapporto fra la scienza e la fede.
Pasquale Giustiniani (filosofo e docente in Facoltà teologica e al suor Orsola Benincasa), Raffaele Russo (un lucidissimo teologo della morale, di ben 92 anni!) e Luigi Verolino (ingegnere della Federico II) sono gli autori del volume Tra Ragione, Fede e Scienza, pubblicato dall’Editrice La Valle del Tempo, con prefazione del matematico Guido Trombetti e postfazione del giornalista Umberto Chiariello.

KARIM Il bambino dal compleanno inventato. Cinzia Brancato al Books&Museum

TGR Campania
Libriamoci con Cinzia Brancato
Servizio televisivo · Karim. Il bambino dal compleanno inventato
Cinzia Brancato · Karim. Il bambino dal compleanno inventato © RAI TGR Campania · uso editoriale non commerciale
Giustiniani Report

KARIM

Il bambino dal compleanno inventato

Presentazione Ufficiale
Domenica 17 Maggio 2026, ore 11:30
Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova, Napoli
Sala Margherita Lama Caputo
Locandina ufficiale Books & Museum
Panoramica della sala dell'evento

Sala Margherita Lama Caputo

Un colpo d'occhio straordinario nel cuore del Complesso Monumentale a Napoli. La numerosa partecipazione testimonia il vivo interesse e la profonda attenzione dei presenti verso le tematiche civili sollevate dal volume di Cinzia Brancato.

L'Ascolto delle Fratture Interiori

Un momento cruciale del dibattito incentrato sulle dinamiche della genitorialità adottiva. Gli sguardi in platea riflettono il coinvolgimento emotivo suscitato dalle letture critiche eseguite nel corso della mattinata.

Dettaglio pubblico attento
Partecipanti e interventi

Il Paradosso dell'Iter Adottivo

«...come se la genitorialità potesse essere assicurata da un bonifico più consistente» (p. 74).

Il Report mette in luce l'analisi sferzante dell'autrice in merito ai pesanti carichi burocratici ed economici legati alle adozioni.

Dibattito e Territorio

La sessione si è conclusa con l'intervento attivo del pubblico e le riflessioni finali dei relatori Pasquale Giustiniani, Silvio de Maio e Maria Pirro, tracciando nuove risposte sul valore dell'accoglienza.

Inquadratura finale platea

• La presentazione scorre automaticamente ogni 7 secondi •

venerdì 1 maggio 2026

Napoli: una storia lunga 2500 anni

Books and Museum, 19 aprile 2026 

Il mio intervento sul volume di

Guido D’Agostino, Napoli: una storia lunga 2500 anni, Edizioni la Valle del Tempo, Napoli 2026, pp. 146

 

È difficile ripercorrere, con metodo e mano di storico, qual è Guido D’Agostino, una storia, oggi cronaca, lunga ben 2500 anni. Storia di una città che è, insieme, assetto urbanistico, collettività di persone con i propri cicli demografici (a volte si potrebbe dire insieme di popoli), insieme di vicende che si dipanano tra mito e storia… E fare tutto ciò, con un taglio di particolare attenzione alle «trasformazioni della morfologia urbana» (p. 4), che è un rilevante fattore che rivela quel grande, straordinario, contenitore, che è Napoli, ovvero un «miscelatore, ricettore, rielaboratore e diffusore, propagatore intorno a sé, e a distanza, di esperienze culturali, psicologiche e antropologiche» (p. 5) che oggi contano due millenni mezzo.

Il professor D’Agostino ci prova e, mi sembra, ci riesce, offrendoci, nelle tre parti del volume, il senso e le sfaccettature delle tante Napoli in una medesima Napoli (cfr. p. 43), come si vede perfino nella più recente vicenda elettorale (cfr. soprattutto la terza parte e, in essa, per la vicenda elettorale dei sindaci, la p. 47, che giunge fino alla consiliatura di Gaetano Manfredi (classe 1964).

L’Autore compie per noi tutti questo, nella condivisibile convinzione, «che anche la vicenda elettorale, e relativa traduzione politica del voto, presenta quel carattere di indiscutibile specificità e contraddittoria singolarità» (p. 47).

Così, miti arcaici e vicende storiche, idealità e monumenti, stagioni in cui Napoli fu capitale di un Regno e altre in cui dovette adattarsi alle scelte politiche di regnanti e di nuovi poteri, si susseguono nei momenti essenziali. Il tutto viene descritto con il peculiare occhio e scrittura dello storico, che si ritaglia e segue un suo preciso metodo di rilettura, che segue «l’intreccio tra i processi sociali, politici ed istituzionali da un lato, e quelli riguardanti il piano urbanistico e l’assetto del territorio dall’altro… secondo momenti e con modalità distinti» (p. 30).

La lunga vicenda storica della città/mondo, che è Napoli, pur in una visione consapevolmente panoramica (col rischio, cioè, di perderne le sfumature e sfaccettature), viene, dunque, seguita e narrata in poche, godibili, pagine, prevalentemente attraverso la proiezione/rappresentazione in chiave urbanistica e territoriale delle vicende, dei temi, dei monarchi, della classi sociali e dei fenomeni che, attraverso le trasformazioni della morfologia urbana nelle successive stagioni ed epoche, vanno dipingendo i vari aspetti di una vera e propria stratigrafia della città: «sulle scena fisica della città, modellata, appunto, in senso stratigrafico» (p. 5), prendono, così, corpo le identità mitiche di Partenope/Neapolis e storiche delle varie stagioni di quella che è stata capitale del sud. Si tratta sono identità multiverse e pluriverse, multi-etniche e multi-razziali, in sintesi delle identità aperte e meticce, porose come le pietre e le strutture murarie e viarie che si susseguono nei tempi delle costruzioni e ricostruzione dell’assetto monumentale e viario. I temi, fenomeni ed eventi raccontati si proiettano sempre sulla «corrispondente proiezione/rappresentazione in chiave urbanistica e territoriale» (p. 41).

 

venerdì 10 aprile 2026

Un’agenda per il Paese. Come cambiare rotta e costruire un’Italia fondata sul lavoro e sui diritti sociali

 
Vi sono libri che nascono dalla denuncia, e altri — più rari e più preziosi — che nascono dalla responsabilità. Un'agenda per il Paese, curato da Carlo Iannello, Guido M. Cappelli e Ciro Silvestri ed edito da Editoriale Scientifica nel 2026, appartiene a questa seconda categoria. E la presentazione avvenuta al Books&Museum ne ha restituito con fedeltà lo spirito: non un lamento sul presente, ma un progetto — coraggiosamente concreto — per rifondare su basi solide un'Italia che da decenni smarrisce se stessa. Il filo conduttore dell'incontro è stato, in sostanza, una domanda antica formulata in termini nuovi: è possibile invertire la rotta? Gli autori rispondono di sì, ma a condizione che si abbia il coraggio di guardare in faccia ciò che è accaduto: quarant'anni di politiche neoliberiste hanno sistematicamente smantellato il modello sociale costruito nel dopoguerra, quel modello fondato sul lavoro stabile, sulla sanità universale, sui servizi pubblici, su una scuola che fosse davvero — secondo la bella espressione — ascensore sociale. Al suo posto si è insediata la logica della rendita parassitaria, della precarizzazione, della diseguaglianza crescente. 

🔖Carlo Iannello, costituzionalista presso l'Università Luigi Vanvitelli, ha portato all'incontro la voce del giurista che non dimentica di essere cittadino. Il suo richiamo alla Costituzione non è formalistico: è la Costituzione come bussola morale, come argine a ciò che egli definisce una progressiva erosione della sovranità economica del Paese. Non si può costruire un'Italia giusta, egli argomenta, senza riportare al centro dell'azione politica i diritti fondamentali — non come enunciazione retorica, ma come struttura concreta dell'ordinamento. 
🔖Guido M. Cappelli, storico della letteratura italiana all'Università L'Orientale di Napoli, ha offerto la prospettiva forse più inattesa e per questo più feconda: quella umanistica. Il declino che stiamo vivendo non è solo economico; è anche — e forse soprattutto — culturale. Si è smarrita la capacità di immaginare un'alternativa, di pensare il futuro come qualcosa di costruibile e non di subito. La letteratura, la storia delle idee, il pensiero critico: non sono lussi accademici, ma strumenti indispensabili per restituire alla politica la sua dimensione più alta, che è sempre stata — almeno nelle tradizioni migliori — una forma di cura della comunità. 
🔖Ciro Silvestri, sociologo, docente e sindacalista, ha incarnato nell'incontro la voce di chi lavora sul campo: il mondo del lavoro, le battaglie civili e sociali, la dimensione concreta dei diritti negati o conquistati. Il suo contributo ha ricordato che nessuna agenda di cambiamento può restare sulla carta se non trova radici nell'esperienza viva delle persone, nella loro capacità di organizzarsi, di resistere, di proporre. 

Ciò che il volume — e la mattinata al Books&Museum — consegna al lettore e all'ascoltatore è dunque qualcosa di più di un'analisi: è un programma di ricostruzione civile, decennale nella sua prospettiva, radicale nei suoi presupposti, ma rigorosamente ancorato alla tradizione costituzionale repubblicana. Non si tratta di nostalgia. Si tratta di memoria operosa: ricordare ciò che è stato per immaginare con più lucidità ciò che può ancora essere. In un tempo in cui il pensiero pubblico tende alla frammentazione e alla rassegnazione, opere come questa — e conversazioni come quella ospitata al Books&Museum — testimoniano che l'Italia intellettuale non ha rinunciato a fare il proprio mestiere: pensare per trasformare

venerdì 3 aprile 2026

generazione Beta e Vangelo, come evangelizzare oggi i giovani — PSN TV

● PSN TV Fresco di Stampa · Puntata 8 · Giuseppe Puglisi
La Valle del Tempo · collana Biblioteca di Scenari scenarifuturi.blogspot.com
Sono stato ospite, con grande piacere, di Rosario Lavorgna nell'8ª puntata di Fresco di Stampa, la rubrica letteraria di PSN TV – Per Sempre News, per presentare un volume che considero tra i più stimolanti e necessari dell'attuale produzione teologico-pastorale italiana: "Sequela e servizio. Per una nuova evangelizzazione dei giovani" di Giuseppe Puglisi, pubblicato da La Valle del Tempo nella collana Biblioteca di Scenari, di cui sono direttore. Si tratta di una ricerca di notevole rigore metodologico, che ha preso le mosse da un sondaggio quali-quantitativo condotto su 1208 studenti delle scuole del territorio della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo. Una base empirica solida, che conferisce al lavoro di Puglisi un'autorevolezza non soltanto speculativa ma radicata nel vissuto reale dei giovani d'oggi. Il cuore dell'operazione intellettuale compiuta dall'autore è, a mio avviso, di rara eleganza: riprendere due grandi categorie bibliche e teologiche — la sequela e il servizio — e rilanciarle come leve autentiche per ripensare la pastorale giovanile in un tempo nel quale si affaccia alla scena la cosiddetta generazione Beta, dopo i Millennials, gli Zoomers e la generazione Alpha.

sabato 21 marzo 2026

il centenario della morte di Piero Gobetti, palazzo Vecchio, salone dei 500

Il centenario della morte di Piero Gobetti, celebrato il 20 marzo 2026 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, si è svolto alla presenza di esponenti istituzionali e del mondo culturale. Tuttavia, a fronte della rilevanza storica dell’evento, la copertura mediatica appare sorprendentemente limitata, affidata a pochi resoconti giornalistici e brevi contributi audio, senza alcuna documentazione video significativa. Il contributo più strutturato e approfondito reperibile in rete resta questo di Radio Radicale, registrato però circa un mese prima dell’evento fiorentino. Si tratta del dibattito “Piero Gobetti 100 anni dopo”, tenutosi a Firenze il 16 febbraio 2026, concepito come momento di confronto pubblico sull’attualità del suo pensiero politico e civile. In quella sede, il convegno di Palazzo Vecchio del 20 marzo veniva già richiamato come tappa significativa del calendario commemorativo.

sabato 21 febbraio 2026

La città come teatro di una guerra di racconti: Michel de Certeau in prima persona al Books&Museum

Michel de Certeau, In prima persona. Tra cultura, religione e politica, a cura di Luigi Mantuano, Scholè-Editrice Morcelliana, Brescia 2025, pp. 252

L’intensa vita e la vasta attività pubblicistica di Michel, Jean, Emmanuel de la Barge de Certeau (Chambéry, 17-3-1925-Paris 1986) meritavano una meditata riflessione, come quella ora consegnata da Mantuano in queste pagine. Esse ci mettono in grado di ripercorrere le avventure culturali e accademiche di un fervido intellettuale gesuita (entra nella Compagnia di Gesù nel 1950 e diviene in essa professo nel 1963, per poi svolgere un gande ruolo di ricercatore e intellettuale ad alti livelli, non soltanto in Francia).

Un pensatore, de Certeau, che ha sviluppato, in particolare, un’ampia ricerca storica e un’intensa attività pubblicistica, espressa in vari paesi dell’Europa e in Italia, oltre che nelle Americhe del nord e del sud: insegnamento accademico; attività pubblicistica (anche in grandi riviste scientifiche); ricerca storica sugli autori spirituali gesuiti delle origini; esame della spiritualità contemporanea, delle pratiche cultuali contemporanee, oltre a numerosi interventi giornalistici e osservazioni sulle più diverse pratiche della contemporaneità, in particolare sulle istituzioni culturali (nel senso di ciò che dà luogo e permette la cultura)…

Insomma, un pensatore versatile e profondo, capace di correlare l’antico e il nuovo, la tradizione e la contemporaneità, nella convinzione, da lui espressa al momento della sua esperienza nel Centre Georges-Pompidou nel 1983, allorché scrisse, come ora possiamo leggere nel volume curato da Mantuano, che bisogna «opporre rimedio all’usura provocata dall’accelerazione del tempo, del panottismo dello spazio aperto e dal confronto permanente con la folla» (p. 221).

venerdì 20 febbraio 2026

BRUNIANA 2026, Nola diventa capitale delle idee

La Napoli di Vlad terzo, che va diventando la Napoli di Giordano Bruno

Scenari Futuri
TGR Campania
📺 Video

Quattro giorni dedicati a Giordano Bruno e al pensiero

📅 Febbraio 2026 📍 Napoli 🎙️ TG Regionale

1.     La Napoli di Vlad terzo, dei Ferrillo, dei Turbolo e dei Domenicani di san Domenico maggiore.

Il volume curato da Giuseppe Reale, con il punto di domanda nel titolo “Vlad, dovesei?” (edizioni La valle del tempo, 2025), ci consente d’insistere oggi su quel dove. Se i resti di Vlad III Tepes sono a Napoli, in una sepoltura di cui parla il Codice la Nova, recentemente decriptato da uno studioso rumeno, nella medesima capitale, esattamente, il 16 giugno 1566 Filippo Bruno (originario del Nolano), poco più che diciassettenne, entra come novizio, assumendo il nome di Giordano nel convento domenicano di S. Domenico Maggiore a Napoli, noto per l’alto livello dell’insegnamento universitario che vi era impartito.

Un convento dei Minori osservanti – oggi Complesso museale di santa Maria la Nova in Napoli – avrebbe accolto, ma certamente commemora, il terzo Vlad, la cui memoria è conservata oggi in un cappella fondata in Napoli, poco dopo che fra’ Giordano sarà andato via, esattamente nel 1586 ,dal Pio Monte per disposizione testamentaria di Prospero Turbolo, ma nel '700 il Nepita la troverà spogliata di tutto. L'altare marmoreo, con le armi scolpite dei Turbolo, fu eretto nella rifazione generale degli ambienti, avvenuta nel sec. XVIII. L'opera, prodotto di maestranze locali presenta una estrema semplificazione e schematizzazione dei modi decorativi settecenteschi), constata - e oggi, grazie a Tufàn, può finalmente leggere decodificato - una sorta di codice riscritto, con intenti di renderlo, forse, oscuro, o almeno non subito chiaro ed evidente. In esso le linee originarie in lingua greco bizantina moderna, dipinte direttamente sul muro (che potrebbero risalire, all’analisi della fluorescenza indotta da radiazioni ultraviolette, anche al secolo XVI)[1], appaiono essere state come criptizzate da più di una mano successiva al secolo XVI (allorché la mano originaria avrebbe cominciato presumibilmente a scrivere su quel muro, quasi a voler rendere non subito evidente all’occhio profano, quanto ivi tracciato). Il codice la Nova riguarda certamente colui che viene apostrofato, fin dalla linea 8 della iscrizione decifata, come «Vlad ho tōn Vlachōn», il Vlad dei Valacchi (cioè colui che, di nome Vlad, viene dalla Valacchia). Di lui, alla linea 10, si riferisce, forse con linguaggio allegorico: «Dis ephoneuthē – “egli due volte fu ucciso”».

sabato 31 gennaio 2026

Cristo narrato ai lontani, Giustiniani e De Maio ospiti di Rosario Lavorgna su PSNTV

 

In un'epoca definita dal "supermarket delle fedi", dove il sacro sembra confondersi con il rumore di fondo della digitalizzazione, come si può ancora narrare il Cristo a chi si sente "lontano"?

Sono andato ospite della trasmissione "Fresco di Stampa" su PSNTV, dialogando con Rosario Lavorgna e il Prof. Silvio De Maio (editore de La Valle del Tempo).

Al centro del dibattito, il libro di Patrizia Cottichelli, Cristo narrato ai lontani, un'opera che inaugura la collana mayor "biblioteca di scenari" e che si pone l'ambizioso obiettivo di parlare a chi è stato "allontanato" o ferito dalle istituzioni religiose.

domenica 18 gennaio 2026

Nessuno mi sfiori invano. Racconto di vita e di dialogo tra culture, generazioni e fedi diverse

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                       │  📅 SAVE THE DATE       │

│  📚 Books&Museum        │

│  🏛️ S. Maria la Nova   │

│  📍 1 Febbraio 2026       │

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Diana Pezza Borrelli, Nessuno mi sfiori invano. Racconto di vita e di dialogo tra culture, generazioni e fedi diverse, a cura di Tiuna Notarbartolo, Giannini Editore, Napoli 2025, pp. 57 (Sorsi 24)

 

1.       Nessuno mi sfiori invano.

Questa, del titolo, è una frase di Chiara Lubich, che trova il suo senso compiuto soprattutto nelle pagine che Diana dedica al marito Antonio i cui funerali, come si legge in una lettera del 13.2.2014, del Presidente dell’AECNA Luciano Tagliacozzo, avvennero «in una cerimonia che, svoltasi all'interno della chiesa di Santa Maria La Nova, con un “rito” laico, ha ben sintetizzato un suo detto : “Sono cattolico non credente”. Un ossimoro? Nient' affatto!» (p. 38). Il tutto del titolo trova, inoltre, il suo senso in 1 Gv 3,14: «Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte» (cfr. p. 49). Diana Pezza Borrelli, in queste pagine raccolte da Tiuna Notarbartolo, non sfiora inutilmente alcuni dei momenti salienti della propria esistenza attiva e ingaggiata.

Per chi voglia berne almeno “un sorso”, Diana, Gemma, Maria Luisa Pezza Borrelli ci offre un fresco sorso di… carta, fin dai primi attimi della sua nascita: «Quando sono nata, mi hanno raccontato che la balia, Anna Buccitti, che ha vissuto in casa nostra per più di settanta anni, commentò: “n’ata femmena”» (p. 5).

Co-fondatrice del primo Reparto di Scouts a Napoli, Diana, pur essendo un’altra femmina di una società tradizionale ancora maschilista, ebbe proprio per questo, nel gruppo delle Coccinelle, il totem di petrosino allegro (petrosino ogni minestra?): «come il prezzemolo, ero dappertutto, ‘allegro’ per la mia indole gioiosa e conviviale.» (p.6).

Insegnante al Monaldi, dopo l’ISEF, di Attività motorie e sportive per bambini lungodegenti, affetti da TBC ossea, dal 1966 Diana incrocia il carisma di Chiara Lubich (e di quello che sarà denominato Movimento dei Focolari), di cui fin da subito condivide lo spirito, anzi lo condividerà, come ribadisce, fino all’incontro col Signore dei giorni, che le auguriamo lontano, molto lontano. Su Chiara, Diana scrive con gioia e ammirazione quelli che ne ritiene i cardini dell’esistenza: «Amore, Dialogo, Servizio, Comunione, Condivisione, Impegno, Senso: questi furono i cardini della sua proposta rivoluzionaria, una proposta che non solo rispondeva ai bisogni del momento, ma indicava una via per il futuro, un cammino da intraprendere insieme. Nello Statuto approvato dalla Chiesa, è scritto che Presidente dell’Opera di Maria, Movimento dei Focolari, sarà sempre una Donna!» (p. 11). Donna, ovvero, come si legge testualmente nell’opuscolo curato da Tiuna Notarbartolo, emblema di «costante amore generativo, come solo le donne sanno dare» (p. 12).

martedì 6 gennaio 2026

Napoli canta la pace, non puoi perdere il concerto dell'Epifania 2026

🔃aggiornato 17/01/2026  
🎼 Rassegna Stampa

31° Concerto dell'Epifania 2026

📍 Teatro Mediterraneo • Napoli
📰 Rassegna completa della eco di stampa

💡 Come sfogliare: Clicca sui bordi della pagina per voltare, oppure usa le frecce ← → della tastiera. Zoom disponibile con doppio click. Per visualizzazione a schermo intero, clicca sull'icona in alto a destra.

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Il Concerto dell'Epifania

RAI 1 • 6 Gennaio 2026
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I premi Nativity in the world sono l’aspetto più importante del concerto tradizionale dell’Epifania, ideato e scritto da Giuseppe Reale e promosso dall’Associazione Oltre il chiostro odv, di cui sono consulente scientifico. Prima della musica e delle canzoni, ho premiato un esempio partenopeo della integrazione sociale… perché la persona, ogni persona, ha una dignitas infinita.

Quest'anno, i premi 'Nativity in the world ' sono stati assegnati a tre realtà campane (napoletane) che lavorano per il bene della comunità
1) Istituto Sannino-De Cillis di Ponticelli (Napoli);
2) Bar Baraonda di Cercola (NA), per le attività lavorative con i ragazzi con autismo; 
3) l'Associazione che si dedica al ripristino dei quartieri spagnoli gestita da ex spacciatore carcerato a Poggioreale, oggi spacciatore di lettere d'amore anche tra detenuti e familiari.

martedì 30 dicembre 2025

Buon 2026 da ScenariFuturi. Vlad, Books & Museum e gli appuntamenti culturali del nuovo anno a Napoli

Il 2025 si chiude con una scoperta che ha fatto il giro d'Italia: Vlad Dracula è sepolto a Napoli. Gli indizi del Codice La Nova, documentati nel libro curato dal prof. Giuseppe Reale e pubblicato da La Valle del Tempo Edizioni, hanno aperto uno squarcio sorprendente sulla storia della città partenopea e sul mito del Conte Dracula.

La notizia, lanciata dalla rubrica "LeggiLibri" della TGR Campania e ripresa da centinaia di testate nazionali e internazionali, ha portato alla ribalta il Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova e la straordinaria ricerca condotta tra iscrizioni medievali, simboli esoterici e documenti storici che collegano l'Ordine del Dragone napoletano alla figura di Vlad III di Valacchia.

Ma questa è solo una delle tante storie che Scenari Futuri e la rassegna Books & Museum hanno raccontato nel corso del 2025. Dalla presentazione dei volumi per i 2500 anni di Napoli, ai dibattiti su intelligenza artificiale ed etica ad Assisi, fino agli incontri domenicali nella Sala Margherita Lama Caputo del complesso monumentale, il 2025 è stato un anno di incontri, scoperte e dialoghi.

Il 2026 riparte da qui

sabato 13 dicembre 2025

La cultura d'impresa al servizio delle radici e della bellezza italiana

 

Un recente evento promosso dall'associazione AIES ha acceso i riflettori su un dibattito cruciale per il futuro del Paese: è possibile far convergere la cultura aziendale con l'anima più profonda e policentrica della cultura italiana? Il punto di partenza è chiaro: la parola "cultura" in Italia è una realtà sfaccettata – non un unico presidio amministrativo, ma una pluralità di attività che chiedono una visione sistemica e una logica produttiva, tipica del lessico aziendale, per prosperare. 🗺️ Turismo delle Radici e Patrimonio Diffuso Il testo sottolinea come la relazione tra valorizzazione culturale e servizi turistici trovi un terreno fertile nel Roots Tourism (Turismo delle Radici). Questo fenomeno non è solo una strategia economica, ma un potente strumento per la salvaguardia di insediamenti territoriali e antropici messi a dura prova dall'inverno demografico. L'identità, la dimensione dello spazio da abitare e la tradizione creativa si tengono insieme, specialmente quando entrano in gioco il ricchissimo patrimonio storico-artistico italiano, spesso connesso alla simbologia religiosa, che funge da collante per i migranti di ritorno. Si evidenzia che, nonostante la crisi delle religioni istituzionali, il sacro resta un "universale culturale" da valorizzare nelle "pietre, nei suoi monumenti, nei suoi miti simbolico-culturali." 💎 L'Economia della Bellezza: Un Modello Italiano È l'Economia della Bellezza a fornire la specificità italiana. Il Quinto Rapporto di Banca Ifis, citato nel testo, rivela dati sorprendenti: L'Economia della Bellezza contribuisce per quasi 595 miliardi di euro, pari al 29,2% del PIL italiano nel 2023, dimostrando che il "bello e ben fatto" è un motore determinante. Per le aziende, investire in Arte e Cultura non è più avulso dal core business, ma ne è centrale, stimolando il pensiero creativo e l'identità aziendale (42% dei benefici riscontrati). Per i territori, si traduce in valorizzazione e preservazione del patrimonio (37%) e un contributo alla crescita economica (26%), rendendo l'arte più democratica e accessibile. 

lunedì 8 dicembre 2025

Assisi 2025, l'intelligenza artificiale cambia il pensiero umano

Ad Assisi il III panel "Economia e Finanza Etica" lancia l'allarme: l'IA è la prima tecnologia che incide sul pensiero umano. 350 scienziati nel 2023 chiesero di regolamentarla come il nucleare. Il prof. Giannone (Politecnico Torino) spiega perché la Chat GPT-4 è incontrollabile. Francesco Vaia denuncia: 4 milioni di anziani non autosufficienti e il piano pandemico nel cassetto. Giuseppe Fioroni riporta l'attualità di Toniolo e la sua "economia umana". Mons. Sorrentino collega Francesco d'Assisi, Toniolo e Carlo Acutis: tre profeti per capire se andiamo verso un nuovo umanesimo o un transumanesimo. Un dibattito urgente su tecnologia, sanità, prevenzione ed etica nell'era digitale

Il terzo panel del convegno "Cristiani in Cammino" ad Assisi ha affrontato uno dei temi più urgenti del nostro tempo: Economia e Finanza Etica nell'era dell'Intelligenza Artificiale. Un dibattito che ha intrecciato tecnologia, umanesimo e profezia sociale attraverso tre figure emblematiche: San Francesco, Giuseppe Toniolo e Carlo Acutis.

La rivoluzione che cambia il pensiero

Antonino Giannone, presidente del CPS Assisi Strategic Forum e docente al Politecnico di Torino, ha aperto i lavori con un'analisi che non lascia spazio a facili ottimismi: "È la prima volta nella storia che una tecnologia incide direttamente sul pensiero umano".

Il turning point del 2023

Maggio 2023 rappresenta una data spartiacque: 350 scienziati, tra cui Geoffrey Hinton (padre dell'IA) e Yoshua Bengio, dichiararono pubblicamente che l'intelligenza artificiale doveva essere regolamentata come l'energia nucleare. Il motivo? La Chat GPT-4 aveva superato la controllabilità.

Giannone ha illustrato con chiarezza il problema tecnico: la rete neurale della GPT-4 conta 1,8 trilioni di parametri. Quando i ricercatori hanno testato l'evoluzione delle risposte aumentando esponenzialmente i dati (da 1 milione a 1 miliardo), hanno scoperto che le risposte si allontanavano sempre più dalle previsioni, diventando incontrollabili.

L'esperimento MIT: cervelli spenti

Un recente studio del Massachusetts Institute of Technology ha rivelato dati inquietanti: studenti che hanno utilizzato ChatGPT per scrivere testi mostravano attività cerebrale ridotta all'encefalogramma. I loro elaborati, pur tecnicamente corretti, venivano giudicati dai professori come "senza anima".

La domanda diventa esistenziale: se un bambino cresce affidando alla macchina lo sviluppo del proprio pensiero, che adulto diventerà?

domenica 7 dicembre 2025

Spazio sacro e letteratura, al Books&Museum Francesco Divenuto celebra i 2500 anni di Napoli


Books & Museum, S.M. LA NOVA🏦

Napoli, Domenica, 14 Dicembre 2025 

ore 11:30

Francesco Divenuto, Lo spazio sacro nella città checambia. Le chiese di Napoli attraverso i secoli, la Valle del Tempo, Napoli 2025.

Il sottotitolo evidenzia il criterio espositivo di questa notevole fatica storico-architettonica-artistica: una Guida della città inusuale e nuova, che, mentre descrive la storia della città nei suoi molteplici aspetti, seguendo il filo de «gli avvenimenti politici, quelli economici o anche la sola esperienza figurativa ossia l’attività edilizia che ha determinato l’attuale immagine urbanistica ed architettonica», di modo che ogni edificio studiato sia esaminato «in rapporto alla storia del luogo poiché, quasi sempre, una costruzione è avvenuta in funzione dello sviluppo e trasformazioni urbane nonché alla produzione del suo autore» (p. VIII).

Non manca, alla fine, una questione di ordine generale, se cioè le trasformazioni contemporanee della città di Napoli esigano la costruzione di nuovi edifici sacri, oppure si dovrebbero recuperare e valorizzare antichi edifici a cui non si è più messo mano da oltre centinaia di anni.

Corrado Ocone, il non detto della libertà

tra corpo, genere e persona nella tradizione cattolico-romana, sarò all'Embodied Lives, di Uni-Malta

Aggiornamento del 19/09/26 - 📹 Guarda il reportage video (20'): Istituzioni ecclesiali, simbolica del corpo e sfide del contemporaneo....