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sabato 21 marzo 2026

il centenario della morte di Piero Gobetti, palazzo Vecchio, salone dei 500

Il centenario della morte di Piero Gobetti, celebrato il 20 marzo 2026 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, si è svolto alla presenza di esponenti istituzionali e del mondo culturale. Tuttavia, a fronte della rilevanza storica dell’evento, la copertura mediatica appare sorprendentemente limitata, affidata a pochi resoconti giornalistici e brevi contributi audio, senza alcuna documentazione video significativa. Il contributo più strutturato e approfondito reperibile in rete resta questo di Radio Radicale, registrato però circa un mese prima dell’evento fiorentino. Si tratta del dibattito “Piero Gobetti 100 anni dopo”, tenutosi a Firenze il 16 febbraio 2026, concepito come momento di confronto pubblico sull’attualità del suo pensiero politico e civile. In quella sede, il convegno di Palazzo Vecchio del 20 marzo veniva già richiamato come tappa significativa del calendario commemorativo.

lunedì 8 dicembre 2025

Assisi 2025, l'intelligenza artificiale cambia il pensiero umano

Ad Assisi il III panel "Economia e Finanza Etica" lancia l'allarme: l'IA è la prima tecnologia che incide sul pensiero umano. 350 scienziati nel 2023 chiesero di regolamentarla come il nucleare. Il prof. Giannone (Politecnico Torino) spiega perché la Chat GPT-4 è incontrollabile. Francesco Vaia denuncia: 4 milioni di anziani non autosufficienti e il piano pandemico nel cassetto. Giuseppe Fioroni riporta l'attualità di Toniolo e la sua "economia umana". Mons. Sorrentino collega Francesco d'Assisi, Toniolo e Carlo Acutis: tre profeti per capire se andiamo verso un nuovo umanesimo o un transumanesimo. Un dibattito urgente su tecnologia, sanità, prevenzione ed etica nell'era digitale

Il terzo panel del convegno "Cristiani in Cammino" ad Assisi ha affrontato uno dei temi più urgenti del nostro tempo: Economia e Finanza Etica nell'era dell'Intelligenza Artificiale. Un dibattito che ha intrecciato tecnologia, umanesimo e profezia sociale attraverso tre figure emblematiche: San Francesco, Giuseppe Toniolo e Carlo Acutis.

La rivoluzione che cambia il pensiero

Antonino Giannone, presidente del CPS Assisi Strategic Forum e docente al Politecnico di Torino, ha aperto i lavori con un'analisi che non lascia spazio a facili ottimismi: "È la prima volta nella storia che una tecnologia incide direttamente sul pensiero umano".

Il turning point del 2023

Maggio 2023 rappresenta una data spartiacque: 350 scienziati, tra cui Geoffrey Hinton (padre dell'IA) e Yoshua Bengio, dichiararono pubblicamente che l'intelligenza artificiale doveva essere regolamentata come l'energia nucleare. Il motivo? La Chat GPT-4 aveva superato la controllabilità.

Giannone ha illustrato con chiarezza il problema tecnico: la rete neurale della GPT-4 conta 1,8 trilioni di parametri. Quando i ricercatori hanno testato l'evoluzione delle risposte aumentando esponenzialmente i dati (da 1 milione a 1 miliardo), hanno scoperto che le risposte si allontanavano sempre più dalle previsioni, diventando incontrollabili.

L'esperimento MIT: cervelli spenti

Un recente studio del Massachusetts Institute of Technology ha rivelato dati inquietanti: studenti che hanno utilizzato ChatGPT per scrivere testi mostravano attività cerebrale ridotta all'encefalogramma. I loro elaborati, pur tecnicamente corretti, venivano giudicati dai professori come "senza anima".

La domanda diventa esistenziale: se un bambino cresce affidando alla macchina lo sviluppo del proprio pensiero, che adulto diventerà?

sabato 12 ottobre 2024

perché non possiamo non dirci Cristiani, letture e dispute sul saggio di B. Croce


Ortensio Zecchino, perché non possiamo non dirci “cristiani”. Letture e dispute sul celebre saggio di Benedetto Croce

Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (Catanzaro) 2024, pagine 255, euro 18,00.

Sia la Prefazione (pagine 11-15) di Eugenio Mazzarella - filosofo e, come si autodefinisce, «uomo cristiano… alla trascendenza ragionevolmente obbligato da quel che vedo nell’immanenza» (pagina 13), sia la Postfazione di Dino Cofrancesco (pagine 231-249: un vero saggio dopo il saggio!) che precisamente, come si legge nel titolo, offre «un modesto non filosofico commento al saggio di Ortensio Zecchino» (pagina 231), già mettono bene, seppure sinteticamente, in evidenza i vari profili emergenti nella ricerca di Ortensio Zecchino. Soprattutto enucleano i temi di fondo del saggio, che Benedetto Croce pubblicò dieci giorni dopo una notte insonne del 16 agosto 1942, nel corso della quale gli balenò anche l’idea di scriverlo (pagina 5).

Comparso su “La Critica” del 20 novembre 1942, con il famoso titolo Perché non possiamo non dirci “cristiani” (pagina 6), di questo saggio di Croce, redatto non senza «travaglio… in quei tempi terribili» (pagina 88, numero 79), Zecchino - convinto fondatamente che esso non vada letto isolatamente, bensì «in un continuum con gli altri della stessa stagione» (pagina 196), «nel contesto degli scritti usciti dalla penna di Croce in quei terribili anni tra agonia del fascismo e alba democratica» (pagina 138) -, esamina, dunque, le premesse, i contenuti e gli esiti; e di esso, fin dalle prime battute, chiarisce testo e contesto, come in una scena iniziale di un’azione teatrale, di cui il prosieguo delle pagine offrirà un’analisi meticolosa e un informatissimo svolgimento analitico, frutto anche di consultazioni d’archivio di cui si dà conto puntualmente nel corso dell’avvincente esposizione.

Quello di Croce fu un saggio a cui arrise «una fortuna straordinaria», essendo peraltro edito «nel bel mezzo di una guerra “mondiale”», in un’«Europa» che «appariva ormai nazificata» (pagina 9) e allorché «nella primavera di quel ’42 erano cominciati a manifestarsi i primi scricchiolii del regime» fascista (pagina 10). Si andava ipotizzando la futura organizzazione di un Ordine nuovo, che coinvolgeva partiti, intellettuali e perfino la santa Sede. Ci ricorda il volume: «Nell’Università cattolica di Milano già alla fine del 1941 un gruppo di “professorini” aveva cominciato a riunirsi intorno a Giuseppe Dossetti… Nell’agosto del 1941 da Ventotene era partito il manifesto Per un’Europa libera e unita di Spinelli, Rossi e Colorni… Nel settembre di quel 1942 Alcide De Gasperi, con un manipolo di volontari, fondò a Milano la Democrazia cristiana, nella casa di Enrico Falk» (pagina 11). In seguito, i peculiari rapporti di Croce con il “caro De Gasperi” saranno intensi (l’ultima lettera di Croce a lui è del 25 gennaio 1951), come si vedrà particolarmente, morto Croce il 20 novembre 1952, nell’orazione in memoriam pronunciata da De Gasperi, in cui, come attesta la figlia, la voce commossa del padre manifestò i suoi sentimenti verso il “prezioso amico” (pagina 195).

sabato 6 aprile 2024

Rosmini fra filosofia e politica

 

Ho intitolato il mio breve intervento con "il contributo" del contributo sull'apporto di Antonio Rosmini Servati alla grande stagione filosofico-teologica personalistica. Se il comune recupero della nozione di persona avviene in un variegato milieu culturale, inizialmente ostile all'abate Rosmini, che come è noto, anche dopo morto, è stato considerato un nemico dai pensatori di parte cristiana, c'è voluto un recupero molto tardo, nel momento in cui si è detto che poteva stare accanto a Tommaso D'Aquino, tra i grandi del pensiero cristiano, abbiamo atteso il secolo ventesimo e neanche il ventesino ce lo fa chiamare Beato, per cui è successo il pandemonio dal punto di vista storiografico cristiano. Inizialmente quest'ambiente è ostile a Rosmini. Ciò può accadere perché l'essere umano da questa tradizione ostile a Rosmini, che è anche una tradizione cristiana, riconosciuto come soggetto e non oggetto in ogni campo, può essere pericolosamente omologo alla modernità soggettivistica. Questo è un po' il teorema storiografico. Io, tra le altre piccole cose che ho studiato, ho studiato la rivista La Scienza e la Fede, che è la rivista, come è noto, del centro neotomista partenopeo, una rivista che va da 1841 a 1888, che è titolo significativo La Scienza e la Fede, in anni di grande contrapposizione perché Scienza nel 1841 significava il positivismo, anche quello più esasperato, fino a 1888 La Scienza e la Fede. Interessante, però La Scienza e la Fede, rispetto all'abate Rosmini, è un po' perplessa. Eppure Rosmini aveva conosciuto questi studiosi napoletani della Scienza e la Fede. A Napoli Rosmini compone un'opera non completa, ma molto interessante, che alcuni autori citano egregiamente in questo volume del contributo, che è un'introduzione all'Evangelo di Giovanni. Quindi l'abate Rosmini, teorico di una filosofia eccessivamente aperta al moderno, quindi ostilizzata dagli iotomisti, però commentatore dell'Evangelo IV, secondo i numeri canonici, nel quale l'Evangelo teorizza l'amore, la carità sussistente,

giovedì 21 marzo 2024

IA, un punto di vista teologico sui tecnosapiens

ultimo aggiornamento: 02/04/2025

 

..La storia ci ha insegnato che tutte le rivoluzioni, partite con intenti libertari sono approdate a dittature o a forme di dittature mascherate. Nella rivoluzione libertaria siamo liberi di scegliere ciò che vogliamo, ma ciò che ci è offerto è stato profilato in precedenza a partire dai nostri comportamenti, gusti e sentimenti. Siamo sempre tracciati e controllati e viviamo in una inedita forma di privatismo libertario che è anche un collettivismo sistemico, garantito dalla certezza algoritmica e dalla redditività capitalistica. Siamo alla dittatura del capitalismo digitale il cui marchio di fabbrica è il ciberliberismo e allora, le vere domande sono altre. Possiamo consentire che multinazionali dell'intelligenza tecnologica, mediante le loro piattaforme digitali e i loro algoritmi criptati, assumano posizioni dominanti senza rispondere dei loro abusi? Possiamo permettere che partiti politici costruiscano il loro consenso su piattaforme telematiche detenute da società private che con consultazioni on line non sottoposte a controlli di terzi si autolegittimano in nome di un'incerta e non verificata espressione del consenso, della base sociale per decidere in materia di economia, politica, sanità, cultura? La storia dell'uomo sapiens che si accinge a diventare tecnosapiens, è di fronte ad una nuova sfida, smascherare la tecnolatria e la tecnocrazina come una moderna eresia millenaristica. Contro chi, preconizza la fine dei sapiens, sostituiti e dominati dai tecnosapiens mi permetto di auspicare nel prossimo futuro una co-evoluzione tra le due specie, che dovranno trovare un giusto equilibrio per coesistere...

domenica 5 novembre 2023

Cattolico, politico, docente e filosofo, il profilo di Domenico Jervolino

Dall'impegno politico in Democrazia proletaria che nel gruppo dirigente annoverava Mario Capanna, noto "leader" sessantottino e nelle cui liste fu eletto al Consiglio Regionale, ai gruppi delle cosiddette Comunità di base cristiane, intorno alla rivista Il Tetto. Dalla cattedra di Filosofia del linguaggio della Federico secondo al dono della sua Biblioteca personale alla Facoltà teologica di Capodimonte. Di Mimmo Iervolino, colpiva la sua capacità di dialogo pacato pur essendo un soggetto energico e molto dinamico dotato di una trascinante oratoria comiziale. Domenico Jervolino aderisce al  MPL (movimento politico dei lavoratori) nato dalle Acli con Livio Labor, poi PSIUP dopo lo scioglimento del MPL; a Democrazia Proletaria e dopo lo scioglimento di DP, a Rifondazione comunista. Oltre al seguito politico, Domenico Jervolino seppe conquistare anche la stima personale di tanti che ebbero la fortuna di averlo maestro nelle aule universitarie. Numerose le testimonianze di tanti giovani allievi oggi uomini impegnati ed attivisti sociali, ideali continuatori della sua opera.

A Domenico Jervolino, l'Istituto di cultura Torquato Tasso di Sorrento, dedica un importante convegno 

il 9 e 10 novembre 2023, Hotel Continental, sala Dickens


Cenni
Domenico Jervolino è un filosofo italiano che si è occupato principalmente della filosofia di Paul Ricoeur. Nella sua opera "Introduzione a Ricoeur", Jervolino offre un'ampia panoramica sulla figura di Ricoeur e sulle principali tematiche affrontate dal filosofo francese.
Il libro si sviluppa in cinque capitoli, ognuno dedicato a un aspetto specifico del pensiero ricoeuriano. Nel primo capitolo, Jervolino analizza la biografia di Ricoeur, evidenziandone le principali tappe del percorso intellettuale e le influenze filosofiche che hanno contribuito alla formazione del suo pensiero.

Nel secondo capitolo, Jervolino si concentra sull'hermeneutica ricoeuriana, un tema centrale nella filosofia del pensatore francese. Qui vengono esplorate le principali nozioni di interpretazione e comprensione, le teorie dell'ermeneutica tradizionale e come Ricoeur abbia contribuito a un'ermeneutica più dinamica e aperta.

Il terzo capitolo è dedicato all'etica di Ricoeur, in particolare alla sua teoria dell'agire umano. Jervolino esplora i concetti di responsabilità, normatività e la capacità umana di prendere decisioni libere, analizzando come Ricoeur abbia cercato di superare il dualismo tra determinismo e libertà.

Nel quarto capitolo, Jervolino affronta la teoria del linguaggio di Ricoeur, concentrandosi sull'importanza del linguaggio come strumento di costruzione del significato e come mezzo per comprendere il mondo. Vengono esplorati concetti come il simbolo, il racconto e la metafora, evidenziando il ruolo che essi giocano nella creazione del senso.

Infine, nel quinto capitolo, Jervolino affronta la dimensione politica del pensiero di Ricoeur, analizzando la sua teoria della giustizia come equità e il suo impegno per un'etica che si ponga al servizio del bene comune.

"Introduzione a Ricoeur" offre quindi una panoramica esaustiva e accessibile sul pensiero di Paul Ricoeur, permettendo ai lettori di avvicinarsi a uno dei più importanti filosofi del Novecento e di comprendere le principali tematiche affrontate nella sua opera.

venerdì 26 maggio 2023

Corrado Ocone, il non detto della libertà

 

Dalla modernità a oggi i teorici della libertà hanno distinto tra libertà da costrizioni e libertà di auto affermazione. Ma anche in Berlin, Croce, Kant, Esposito... esiste un non detto, che il libro di Ocone porta allo scoperto.

Nella stagione della liberazione e dei diritti di libertà, che talvolta rasentano il libertinaggio, un libro che dà a pensare e cerca di evitare il baratro delle libertà.

Ne parliamo a monte di Dio, Napoli, lunedi' 29 maggio presso l'Istituto Italiano per gli studi filosofici.

Tutti invitati

✅ aggiornato con presentazione in video. Scorri in basso 









lunedì 12 dicembre 2022

Paolo Becchi, diario di bordo

 

La narrazione intorno alla pandemia e alla conseguente vaccinazione sta sbriciolandosi ogni giorno che passa. Eppure nonostante tutte le evidenze resta difficile incidere nel dibattito pubblico. I grandi mezzi di informazione dovrebbero ammettere di aver raccontato frottole per due anni e non lo faranno mai. Probabilmente con un altro tipo di informazione non si sarebbe giunti al punto in cui siamo. Appunto la questione è: a che punto siamo?

Siamo al punto in cui la medicina ha perso la faccia. Chi crederà più in quello che ti dirà un medico dopo tutto quello che i medici hanno legittimato? Per la stragrande maggioranza dei cittadini la medicina si identifica con il volto dei medici che ogni giorno hanno visto in Tv e che hanno raccontato solo cose che in breve tempo di sono rivelate false.

Siamo al punto in cui il diritto ha perso la faccia. Chi nutriva ancora un briciolo di speranza, dopo la sentenza della Consulta l’ha persa. Chi crederà più nell’ organo di garanzia, dopo che la Corte ha dimostrato di voler salvare solo l’opera del governo.

Siamo al punto in cui morale e politica hanno rinunciato al loro ruolo per far spazio ad una versione dogmatica della scienza. La morale dice a volte che è necessario disobbedire e qui invece essa parlava di obbligo di vaccinarsi per un presunto bene collettivo. La politica ha abdicato al suo ruolo ed è diventata l’amministratrice di emergenze.

Ci vorrà tempo per prendere coscienza di tutto quello che è avvenuto. Ci vorrà il tempo lungo della storia. Persi nel cumulo delle notizie che si susseguono quotidianamente dimentichiamo presto i singoli passaggi di tutto quello che è stato. Solo lo storico con pazienza potrà ricostruire nel dettaglio tutto quello che è avvenuto.

La ferita ora è ancora aperta. Difficile dire se cicatrizzerà e come e quando.

mercoledì 21 settembre 2022

Il diritto di disobbedire all'obbligo di vaccinarsi?

 

"è pazzesco constatare  come grazie all'impiego ben architettato di un virus probabilmente costruito in laboratorio si sia aperta la porta a un futuro così inquietante. Un futuro che mira a ridurre la presenza dell'uomo sulla terra - considerato alla stregua di un 'refuso della natura' - e persino a causarne l'estinzione" (p. 174). 

Con stile avvincente e lineare, Becchi spiega, nel suo nuovo libro, perché il controllo sociale generatosi nelle recenti vicende politiche, sociali e individuali a seguito della pandemia globale da Covid-19, abbia finito per mettere la mascherina FFP2 anche a Kant, il filosofo padre della contemporaneità. Becchi è convinto che "se ciò che ha 'valore' è il mero fatto della vita naturale, del restare in vita - e per 'vita' non si intende altro che questo - allora diventa a rigore impossibile discriminare, argomentare perché, tra la vita di un essere umano e la vita di un virus, debba prevalere la prima" (p. 17). Sono passati al setaccio critico tutti i fatti che la maggioranza della gente ha ingurgitato come ovvi e "da farsi" senza resistenza, ma che ovvi non sono: la neolingua dei pass e greenpass rafforzati, per cui al consenso informato è stato sostituito il consenso obbligato alla vaccinazione; nuovi ruoli assegnati alle cavie umane; cremazione coatta senza autopsie; trasformazione dello Stato di diritto in Stato "terapeutico"; Parlamento ridotto ad approvare decisioni ex post da parte del Governo o di Ministri; nascita di "nuovi untori"; generalizzazione di un nuovo capo d'abbigliamento (la mascherina); distanziamento sociale, se possibile anche sessuale (suggerito dal CDC negli USA)... 

Il grido critico di dolore riguarda anche la Chiesa, che pur avendo l'esempio della vicinanza di Gesù e di Francesco ai lebbrosi, si è assuefatta senza proteste a chiudere le chiese, non per disposizione propria, ma per disposizione del Governo (neppure del Parlamento): "La paura del contagio ha sostituito il timore di Dio e la scienza la religione"? Il rischio terribile è quello del "governo terapeutico dei corpi. Beninteso, ad essere colpita non è la Chiesa soltanto, ma tutti noi, l'intera società. La Chiesa però sarebbe potuta diventare organo di resistenza rispetto alla strategia biopolitica del potere secolare" (p. 119).

Becchi riapre con grinta un dibattito pubblico, nella convinzione che non ci si possa limitare, com'è avvenuto in occasione della morte di Ivan Sassoli (allorché si è interrogato sugli eventuali esiti avversi della vaccinazione), a offenderlo e bersagliarlo senza fondamento e senza fondate obiezioni. Ormai è una questione non soltanto giuridica (siamo in attesa della sentenza della Corte costituzionale il 30 novembre!), ma speculativa e, soprattutto, biopolitica.

sabato 13 agosto 2022

Rischi di sopravvivenza?

 

Appena uscito in libreria il dodicesimo volume di "Civitas et Humanitas", intitolato: Crisi della “totalità” e rischio “sopravvivenza”, edizioni Mondostudio (Cassino-FR-) – (Tel. 328/7962554).

Cassino 2021. L'ultima uscita di questo Annuale tocca grandi temi in discussione anche in questo periodo di campagna elettorale. Come scrive Giuseppe Cantillo, "Il riapparire di Teseo (il mitico fondato della città-stato di Atene), già sperimentato nel mondo euroasiatico, è quanto rischia di accadere anche nell’esperienza delle democrazie occidentali, dove la caduta di ideali e valori comuni, lo scollamento di morale e politica, e il configurarsi di quest’ultima
sempre più come amministrazione e gestione del potere provoca la loro progressiva trasformazione da democrazie rappresentative, fondate sulla centralità del parlamento, in democrazie autoritarie, presidenziali o comunque caratterizzate dal primato dell’esecutivo". 

Come si domanda Franco Bosio, gli avvenimenti "ci hanno costretto a barattare la libertà con la sicurezza. In compenso abbiamo perso la libertà e non abbiamo affatto ottenuto la sicurezza"? "Abbiamo visto come i governi si facciano e si disfano a seconda degli accordi fra partiti che formano e sciolgono coalizioni a seconda dell’interesse e del capriccio del momento. Alla fine conquista il potere chi ha perso le elezioni". Senonché, osserva il Direttore Alberto Nave, "con la progressiva entrata in crisi anche delle 'certezze' della scienza a causa delle sue promesse non mantenute, segnatamente quella di un mondo migliore su base progresso scientifico (con particolare riferimento ai due conflitti mondiali, che hanno occupato gran parte dello scenario del secolo scorso, segnando profondamente il cammino successivo della storia, eventi seguiti poi, tra l’altro, dalle minacce atomiche di distruzione e autodistruzione: si pensi alla vicenda atomica di Chernobyl)". 

Ben sintetizza la problematica situazione Pasquale Giustiniani: "Non si vuole qui proporre un commento specifico di ordine teologico alla Laudato si' di Papa Francesco, ma soltanto prendere spunto da alcune battute per verificare come certe accentuazioni del Pontefice possano rivelarsi utili per concretizzare l’istanza di questo volume, che intenderebbe, appunto, correlare la crisi della “totalità” con il rischio di “sopravvivenza”.

mercoledì 25 maggio 2022

referendum, le nuove strade del sensus fidei

In molti si domandano se La Chiesa cattolica - avendo nel passato offerto indicazioni di voto in occasione dei referendum sui temi sensibili (fecondazione assistita, interruzione di trattamenti terapeutici, ricerca sulle staminali embrionali...) - lo possa/lo debba fare anche in occasione dell'election day, magari indicando ai credenti di non recarsi alle urne per evitare che si raggiunga il quorum. In quanto componente storico-culturale della nostra società civile, la Chiesa indica. Anche in altre circostanze ha indotto, senza successo, a disertare le urne referendarie. Ma esse restano delle indicazioni, peraltro dirette soltanto a quello sparuto gruppo di persone (in Italia, si parla di mosche bianche) che ancora condividono, oltre che la teoria, la pratica religiosa. Ed offre altresì indicazioni su quelle che sono le posizioni assunte dal magistero ordinario del pontefice e dei dicasteri vaticani sulle questioni di etica e bioetica (per esempio la condotta da tenere di fronte alla richiesta di suicidio assistito. È certo che anche dinanzi al timore della generalizzazione della tendenza utilitarista, essa non può assumere atteggiamenti rigidi e dogmatizzati, inadatti a gestire la complessità dei problemi e la diversità delle opinioni nella nostra società frantumata; ma soprattutto non si deve bloccare a priori la sperimentazione e la ricerca biotecnologica, oppure la ricerca condivisa di nuove strade per l'esercizio della giustizia. La Chiesa deve oggi affiancare alla teologia della prudenza la teologia della speranza, deve inoltre far credito alla capacità della gente di orientare su nuove strade il "sensus fidei".

Corrado Ocone, il non detto della libertà

tra corpo, genere e persona nella tradizione cattolico-romana, sarò all'Embodied Lives, di Uni-Malta

Aggiornamento del 19/09/26 - 📹 Guarda il reportage video (20'): Istituzioni ecclesiali, simbolica del corpo e sfide del contemporaneo....