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│ 📍 1 Febbraio 2026 │
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Diana Pezza Borrelli, Nessuno mi sfiori invano. Racconto di vita e di dialogo tra culture, generazioni e fedi diverse, a cura di Tiuna
Notarbartolo, Giannini Editore, Napoli 2025, pp. 57 (Sorsi 24)
1.
Nessuno mi sfiori invano.
Questa, del titolo, è una frase di Chiara Lubich, che trova il suo senso compiuto soprattutto nelle pagine che Diana dedica al marito Antonio i cui funerali, come si legge in una lettera del 13.2.2014, del Presidente dell’AECNA Luciano Tagliacozzo, avvennero «in una cerimonia che, svoltasi all'interno della chiesa di Santa Maria La Nova, con un “rito” laico, ha ben sintetizzato un suo detto : “Sono cattolico non credente”. Un ossimoro? Nient' affatto!» (p. 38). Il tutto del titolo trova, inoltre, il suo senso in 1 Gv 3,14: «Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte» (cfr. p. 49). Diana Pezza Borrelli, in queste pagine raccolte da Tiuna Notarbartolo, non sfiora inutilmente alcuni dei momenti salienti della propria esistenza attiva e ingaggiata.
Per chi voglia berne almeno “un sorso”, Diana, Gemma, Maria
Luisa Pezza Borrelli ci offre un fresco sorso di… carta, fin dai primi attimi
della sua nascita: «Quando sono nata, mi hanno raccontato che la balia, Anna
Buccitti, che ha vissuto in casa nostra per più di settanta anni, commentò: “n’ata
femmena”» (p. 5).
Co-fondatrice del primo Reparto di Scouts a Napoli, Diana,
pur essendo un’altra femmina di una società tradizionale ancora
maschilista, ebbe proprio per questo, nel gruppo delle Coccinelle, il totem di petrosino
allegro (petrosino ogni minestra?): «come il prezzemolo, ero dappertutto,
‘allegro’ per la mia indole gioiosa e conviviale.» (p.6).
Insegnante al Monaldi, dopo l’ISEF, di Attività motorie e
sportive per bambini lungodegenti, affetti da TBC ossea, dal 1966 Diana
incrocia il carisma di Chiara Lubich (e di quello che sarà denominato Movimento
dei Focolari), di cui fin da subito condivide lo spirito, anzi lo
condividerà, come ribadisce, fino all’incontro col Signore dei giorni, che le
auguriamo lontano, molto lontano. Su Chiara, Diana scrive con gioia e
ammirazione quelli che ne ritiene i cardini dell’esistenza: «Amore, Dialogo,
Servizio, Comunione, Condivisione, Impegno, Senso: questi furono i cardini
della sua proposta rivoluzionaria, una proposta che non solo rispondeva ai
bisogni del momento, ma indicava una via per il futuro, un cammino da
intraprendere insieme. Nello Statuto approvato dalla Chiesa, è scritto che
Presidente dell’Opera di Maria, Movimento dei Focolari, sarà sempre una Donna!»
(p. 11). Donna, ovvero, come si legge testualmente nell’opuscolo curato da
Tiuna Notarbartolo, emblema di «costante amore generativo, come solo le donne sanno
dare» (p. 12).
2.
La vita familiare di Diana
Docente di Educazione Fisica all’Istituto D’Arte Filippo
Palizzi, in Piazzetta Salazar, sopra Piazza Plebiscito, la giovane
professoressa Diana accettò l’orario d’insegnare in classi miste, ovvero non
soltanto, come allora si usava, a donne. In quella scuola incontra il titolare
di “Laboratorio di Oreficeria e Arte dei Metalli”, Prof. Antonio Borrelli, ed egli
«con una rosa rossa si dichiarò e iniziammo un faticoso e imprevedibile
fidanzamento, culminato in luglio 1972 con il matrimonio celebrato con i due
riti separati, nonostante il regime concordatario (grazie all’aiuto paterno
dell’allora Cardinale Corrado Ursi)» (pp. 14-15).
Come i due materiali diversi della loro bomboniera di nozze,
come il plexiglas e l’acciaio -due forme che, isolatamente, non significano
nulla – Diana e Antonio trovano l’incastro; difatti,«se però si trova
l’incastro giusto ecco che viene fuori un oggetto che dice armonia, bellezza,
senso: l’incastro, per noi due è stato il DIALOGO» (p. 17). Una cattolica
praticante e un cattolico non credente, quindi, che concordano di
portare al battesimo cristiano i due figli; al secondo, che chiese come mai
papà non li accompagnasse mai a messa, risposero: «Papà e mamma condividono un grande
amore per l’umanità. Insieme, crediamo profondamente nella giustizia, nella
pace e nella difesa dei diritti dei più deboli. Mamma, questo amore cerca di
impararlo da Gesù e allora si nutre di Lui ogni giorno, papà questo amore lo
attinge dalla sua coscienza”» (p. 20). Il pane bianco e il pane nero, sempre
pane è, come chiosò il piccolo!
3.
L’impegno politico
Nel 1995, dall’interno del Movimento, venne a Diana la
proposta di essere candidata alle Regionali per la Campania. Comincia, così, la
serie delle campagne elettorali fino al 2011, svolte «all’insegna del dialogo e
del confronto tra le varie e diverse opzioni politiche» (p. 24), per la
realizzazione, in campo socio-politico, del motto focolarino di unità e
fraternità: unità come programma politico e fraternità come metodo. Nella
prima Municipalità di Napoli passa il progetto “alberi da piantare” che, in
qualche modo, oggi continua nell’impegno parlamentare in Commissione
agricoltura dell’on. Francesco Emilio Borrelli: iscritto dal 27 ottobre
2022 al Gruppo parlamentare Alleanza Verdi Sinistra, dal 6 febbraio 2025
fa parte della XIII Commissione parlamentare Agricoltura. Mi piace
ricordarne le parole nel corso della seduta n. 577 di mercoledì 3 dicembre 2025,
che discuteva l’approvazione Articolo 8 - A.C. 2574-A):
«Solo per specificare che non abbiamo contezza dal punto di vista scientifico
di queste orde di lupi che assaltano i villaggi o le persone (Applausi
dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Una cosa totalmente
inventata per creare terrorismo nei confronti di poco più di 3.000 esemplari. Si
continua nel confondere i cani lupo o altre specie con i lupi che sono poco più
di 3.000 esemplari e che, ancora una volta, vengono utilizzati per creare
campagne d'odio nei confronti degli animali e della natura. Solo odio nei
confronti degli animali (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e
Sinistra), che invece vanno protetti e rappresentano un momento importante
della biodiversità del nostro Paese. Non esiste l'Italia senza la natura e
senza gli animali, e anche senza i lupi (Applausi dei deputati del gruppo
Alleanza Verdi e Sinistra)!»[1].
4.
Il dialogo interreligioso
Accogliendo l’invito di Chiara Lubich a visitare i luoghi di
fede e di culto delle altre religioni, Diana scrive del suo “ingresso” gioioso
nell’ambito del dialogo interconfessionale e interreligioso: «Subito mi recai
in Sinagoga a Napoli (l’ultima dell’Italia Meridionale) e lì incontrai amici di
mio fratello, dei miei genitori (in particolare Alberta Levi Temin)», che poi
morirà nell’agosto 2016 (p. 27). Dal 1986 membro dell’Associazione Amicizia
Ebraico Cristiana e parte attiva nel Gruppo fondatore «composto dal Rabbino
Cesare Eliseo, Don Bruno Forte, i Pastori di tutte le Chiese Cristiane presenti
a Napoli, due teologhe, un Seminarista e io come espressione del Movimento dei
Focolari» (p. 28). Di qui un’intensa e mai smessa attività educativa nelle sedi
scolastiche: «fino al 2016, insieme e accompagnate da amici musulmani,
buddisti, indù, bahá’í e laici, ci impegnammo in un’intensa opera di sensibilizzazione.
Abbiamo parlato a migliaia di giovani. Il nostro obiettivo era chiaro: educare
al rispetto di tutte le diversità e trasmettere la consapevolezza che siamo
tutti figli di un unico Padre» (p. 29).
5.
Un impegno che non si ferma
Diana è una donna sulla breccia, ingaggiata e
presente. In particolare, ricorda «il primo sciopero al Suor Orsola, alzandomi dal
letto nonostante la febbre, perché era il momento giusto per collegarci al
Pontano. Era il 1959, credo, e quello spirito ribelle e intraprendente mi costò
un 6 in condotta» (p. 42).
Da allora, tutto continua, pur nel mutare dei tempi e degli
anni: «Il mio impegno non si è mai fermato. Mi dedico attivamente alla politica
e al benessere della mia città e del quartiere, al Dialogo interculturale, interpartitico,
interreligioso» (p. 40). Amen!
Pasquale Giustiniani


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