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domenica 13 settembre 2026

tra corpo, genere e persona nella tradizione cattolico-romana, sarò all'Embodied Lives, di Uni-Malta

Aggiornamento del 19/09/26 - 📹 Guarda il reportage video (20'): Istituzioni ecclesiali, simbolica del corpo e sfide del contemporaneo. Un sintesi per immagini, interventi e riflessioni dell'intervento tenuto al convegno internazionale di Malta, integrata con le attività di ricerca dell'Associazione "Oltre il Chiostro" e del Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica. Usa il player qui sotto per seguire la relazione integrata con le slide e i contributi dei relatori:

Nei prossimi giorni sarò a Malta, ospite del colloquio internazionale Embodied Lives: Interdisciplinary Dialogues on the Body, che l'Università di Malta promuove dal 14 al 16 settembre nell'Auditorium ICT del campus di Msida. Non si tratta di un convegno qualunque: tre giorni di sessioni plenarie e parallele in cui antropologi, teologi, medici e filosofi proveranno a ripensare il corpo come luogo di senso, prima ancora che come oggetto di sapere — un'impresa che deve non poco alla lezione di David Le Breton, tra i relatori principali dell'incontro.

Mercoledì 16, nella sessione dedicata ai "Sacred Bodies", presenterò una relazione dal titolo Corpo, genere e persona. Valorizzazioni e inibizioni della corporeità sessuata in alcune antropologie etico-religiose di parte cattolico-romana. Muovendo proprio da Le Breton — e dalla sua idea del corpo come costruzione simbolica, mai del tutto riducibile a un dato biologico — provo a interrogare il dualismo tra corpo e persona che ancora attraversa larga parte dell'antropologia cattolico-romana: dai criteri di ammissione agli ordini sacri, alla gestione della continenza celibataria, fino alle più recenti e dolorose vicende degli abusi su minori e persone vulnerabili. Un dualismo che, a ben vedere, finisce per pesare anche sulla domanda, oggi ineludibile, circa l'ammissibilità ai percorsi di formazione al sacerdozio e alla vita consacrata di persone appartenenti alla galassia LGBTQI+.

Pubblico qui il testo esteso dell'intervento, nella speranza che possa essere utile a chi non potrà seguirlo dal vivo, e come contributo a una discussione che l'"antropologia dei limiti" di Le Breton ci obbliga, credo, a non rinviare oltre.

Pasquale Giustiniani

domenica 17 maggio 2026

KARIM Il bambino dal compleanno inventato. Cinzia Brancato al Books&Museum

TGR Campania
Libriamoci con Cinzia Brancato
Servizio televisivo · Karim. Il bambino dal compleanno inventato
Cinzia Brancato · Karim. Il bambino dal compleanno inventato © RAI TGR Campania · uso editoriale non commerciale
Giustiniani Report

KARIM

Il bambino dal compleanno inventato

Presentazione Ufficiale
Domenica 17 Maggio 2026, ore 11:30
Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova, Napoli
Sala Margherita Lama Caputo
Locandina ufficiale Books & Museum
Panoramica della sala dell'evento

Sala Margherita Lama Caputo

Un colpo d'occhio straordinario nel cuore del Complesso Monumentale a Napoli. La numerosa partecipazione testimonia il vivo interesse e la profonda attenzione dei presenti verso le tematiche civili sollevate dal volume di Cinzia Brancato.

L'Ascolto delle Fratture Interiori

Un momento cruciale del dibattito incentrato sulle dinamiche della genitorialità adottiva. Gli sguardi in platea riflettono il coinvolgimento emotivo suscitato dalle letture critiche eseguite nel corso della mattinata.

Dettaglio pubblico attento
Partecipanti e interventi

Il Paradosso dell'Iter Adottivo

«...come se la genitorialità potesse essere assicurata da un bonifico più consistente» (p. 74).

Il Report mette in luce l'analisi sferzante dell'autrice in merito ai pesanti carichi burocratici ed economici legati alle adozioni.

Dibattito e Territorio

La sessione si è conclusa con l'intervento attivo del pubblico e le riflessioni finali dei relatori Pasquale Giustiniani, Silvio de Maio e Maria Pirro, tracciando nuove risposte sul valore dell'accoglienza.

Inquadratura finale platea

• La presentazione scorre automaticamente ogni 7 secondi •

domenica 16 novembre 2025

Fine vita tra bioetica, biodiritto e dimensione teologica

Il prossimo 21 novembre 2025, alle ore 15:30, sarò relatore al convegno "Fine vita tra bioetica, biodiritto e dimensione teologica", organizzato dall'Unione Giuristi Cattolici Italiani (sezione diocesana di Nola), dall'AMCI - Sezione Diocesana di Nola e dalla Scuola Bruniana - Fondazione Forense di Nola, presso la Sala dei Medaglioni della Curia Vescovile di Nola.

Il tema che affronterò parte da una domanda cruciale: come possiamo ancora dare senso alla morte in un'epoca disincantata, dove morire non è più "transitare altrove" ma semplicemente "cessare di funzionare"? Dove la richiesta di suicidio assistito sta diventando un diritto riconosciuto dalle ASL, sotto la supervisione dei Comitati Etici Territoriali?

I nodi critici della mia relazione

1. Tra sentimento leopardiano e fredda ragione post-moderna

Riprendo il Dialogo di Plotino e Porfirio di Leopardi per mostrare la frattura tra il sentire poetico (che vede nella morte un evento abitato dal divino) e la fredda razionalità contemporanea, che riduce il morire a un fatto clinico: tracciati encefalografici piatti, cessazione delle funzioni cerebrali, procedure amministrative.

In Italia, dal 2019 ad oggi, 15 persone hanno ottenuto l'autorizzazione al suicidio assistito, 10 delle quali vi hanno fatto ricorso. Ma se sono davvero "persuasi" di un loro diritto a morire, perché non restano soli nella decisione? Perché chiedono alla collettività farmaci e assistenza sanitaria? È questa la dignità della morte, o è l'estrema solitudine dell'uomo post-moderno?

2. Le competenze sanitarie e il ruolo delle ASL

Dopo la sentenza Cappato (Corte costituzionale 242/19), chiunque può rivolgersi all'ASL per chiedere di accedere al suicidio assistito, se sussistono le condizioni stabilite:

  • Patologia irreversibile fonte di sofferenze intollerabili
  • Dipendenza da trattamenti di sostegno vitale
  • Capacità di prendere decisioni libere e consapevoli

Le ASL, tramite i Comitati Etici Territoriali (CET), accertano questi requisiti e autorizzano la procedura. Due donne campane, affette da SLA, hanno appena ricevuto l'ok dal Comitato etico Campania 2.

Ma chi controlla i controllori? Un'Unità Operativa Complessa può deliberare senza il Direttore Generale? Il legislatore può ancora intervenire senza violare le sentenze della Consulta? E soprattutto: con l'autonomia differenziata, ogni Regione potrà avere regole diverse sulla morte assistita, frammentando l'unità della Repubblica?

3. Il bivio dei Comitati Etici Territoriali

I CET sono chiamati, come l'Ercole al bivio, a scegliere tra un approccio verticistico-centralistico e l'esigenza di rispondere a problemi regionali e territoriali. Ma chi sono gli esperti di bioetica che vi siedono? Bastano studi filosofici, giuridici o teologici per giudicare della vita e della morte?

La preparazione bioetica in Italia è frammentata: alcune università civili hanno corsi specifici, ma la formazione etico-teologica avviene soprattutto in istituzioni cattoliche, i cui titoli sono soggetti a "dichiarazione di equipollenza" concordataria. Questo non rischia di perpetuare contrapposizioni ideologiche, invece di favorire un dialogo autentico?

venerdì 29 agosto 2025

cure palliative, politica senza pudore anche al meeting di Rimini


..
“La coperta si fa sempre più corta”, potrebbe iniziare così il grido di allarme per segnalare le criticità che riguardano le carenze e le modalità di accesso alle cure palliative. La politica continua a dare il peggio di sé senza pudore alcuno come ieri al meeting di Rimini: la ministra della disabilità Locatelli ha riaffermato che bisogna avere rispetto della persona e allora mi spiega come si possa giustificare che da un ospedale pubblico viene mandato a casa un malato “ senza speranza” e non si indica invece ai familiari che lo Stato può dare supporto con le cure palliative, che sono fondamentali per alleviare le sofferenze del malato e i disagi dei familiari dando garanzie per una migliore qualità della vita nel fine vita. Purtroppo ciò non sempre avviene pertanto bisogna denunciare le carenze e le criticità severe per accedere alle cure palliative. Le disponibilità di queste cure sono ancora esigue e molto spesso burocratizzate al punto da scoraggiarne l’accesso.Potre portare tante esperienze vissute in prima persona per confermare le difficoltà che incontrano i familiari di ammalati terminali

mercoledì 27 agosto 2025

bioetica del dolore, trattamento dell'artrosi grave per neuromodulazione da radiofrequenze

Oggi possiamo bloccare il dolore con sistemi moderni, sicuri, efficaci ed incruenti. Nel campo osteoarticolare è utilissimo l'uso della neuromodulazione con la radiofrequenza, associata ad una valida RIABILITAZIONE ed a supporto psicologico. Supporto psicologico non meno importante, perché chi soffre di dolore cronico molte volte perde la Speranza e si deprime.
Questo che Vi mostro qui innanzi, è il caso di un paziente di 74 anni con intensissimo dolore artrosico al ginocchio sinistro ed affetto da nefropatia e cardiopatia serie. Un paziente ad elevato rischio chirurgico con una gravissima artrosi alle ginocchia, deformate in varismo. Il dolore non è stato risolto con terapia farmacologica e fisioterapica.

sabato 9 agosto 2025

Il parto anonimo, la breccia aperta dalla Consulta ancora non è stata chiusa dal Parlamento

Castello Pasquini, Castiglioncello
Castiglioncello 2025

Il Diritto a conoscere le proprie origini: una battaglia giuridica ancora aperta

La svolta del 2013: quando l'anonimato assoluto diventa incostituzionale

L'Italia ha vissuto una rivoluzione silenziosa nel campo dei diritti della persona. Nel 2013, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l'anonimato materno assoluto e irreversibile, aprendo una breccia in un sistema che per decenni aveva privilegiato la protezione della madre a discapito del diritto del figlio a conoscere le proprie origini.

La sentenza 278/2013 segna uno spartiacque: non più un segreto cristallizzato nel tempo, ma la possibilità per il giudice di interpellare la madre biologica che aveva scelto l'anonimato, verificando se tale volontà persiste ancora dopo anni.

Il caso che ha cambiato tutto

Dietro questa rivoluzione giuridica c'è la storia di R.M., una donna che ha scoperto di essere stata adottata solo durante la propria separazione matrimoniale. La mancanza di informazioni sulle proprie origini le aveva impedito di avere un quadro medico completo, ostacolando diagnosi e cure per patologie che avrebbero richiesto un'anamnesi familiare.

Il limbo legislativo: undici anni di attesa

Nonostante la chiara indicazione della Consulta, il legislatore italiano non è ancora intervenuto. Dal 2015 si sono susseguiti diversi disegni di legge - tutti rimasti lettera morta - mentre i tribunali si arrangiano con "mini-protocolli" interni per applicare la sentenza costituzionale.

Le domande che restano aperte

mercoledì 18 giugno 2025

Coscienza e potere, al Books&Museum-Summer edition, la riflessione antropologica di Michele Ciccarelli

Il Chiostro di San Giacomo della Marca, restaurato

Books and Museum-Summer edition, giovedì 19 giugno 2025, ore 19.00

Santa Maria la Nova, Napoli 

Michele Ciccarelli, Coscienza e potere. Una riflessione antropologica contemporanea a partire da racconti biblici, Edizioni la Valle del Tempo, Napoli, 2025, pp. 418, euro 20,00.

Attriti e conflitti

Una delle domande del libro di Ciccarelli che, in tempo di guerra, come purtroppo oggi siamo, diviene ancora più rilevante, è quella che leggiamo in una delle pagine conclusive, laddove l’Autore auspica «una riflessione più pacata che riesca a trovare una modalità di organizzazione democratica che sia capace di coniugare efficacemente l’universale con il particolare e, soprattutto, trovare un rapporto armonico tra l’universalità dei diritti dell’uomo e le diversità culturali diffuse nel mondo» (p. 337).

Nell’attuale guerra tra Israele e Iran - che si va ad addizionare alle centinaia di focolai di una guerra mondiale come a pezzi -, noi tocchiamo drammaticamente con mano gli esiti di una soluzione inevitabilmente conflittuale, piuttosto che quella, come desidereremmo, pacata.

La maturazione dei diritti umani universali, codificati nelle Carte e Dichiarazioni dei diritti umani e perfino gridata dalla Chiesa di Roma con lo slogan Fratelli tutti, stride terribilmente con le concezioni influenzate dalla visione islamico sciita: quella che conta oltre sessanta milioni di persone, ovvero circa il 10-13% della popolazione musulmana mondiale, con una presenza significativa in Iraq, Siria, Libano e Bahrein, formando la cosiddetta "mezzaluna sciita". Se l’Arabia Saudita è il punto di riferimento principale del cosiddetto “blocco islamico sunnita”, l’Iran è il leader del cosiddetto “blocco sciita” che, nella narrazione dell’attuale potere in Israele, perseguirebbe sistematicamente l’eliminazione dello Stato d’Israele e, negli ultimi giorni, avrebbe richiesto, in risposta, la escalation militare di Israele contro l’Iran come una vera e propria misura preventiva contro lo sviluppo di armi nucleari iraniane.

sabato 22 marzo 2025

Il parto anonimo. Profili giuridici e psico-sociali dopo la declaratoria di incostituzionalità


Il parto anonimo. Profili giuridici e psico-sociali dopola declaratoria di incostituzionalità.
 Stefania Stefanelli, edizioni la Valle del Tempo.

Napoli, 19 marzo 2025 Libreria Raffaello di via Kerbaker (Vomero)

I diritti della madre e del neonato: per un bilanciamento. La nuova e integrata edizione di un precedente volume (pubblicato nel 2015) ripropone oggi la questione del parto anonimo a confronto con il diritto a conoscere le proprie origini biologiche anche a fini di evitare l’incesto: difatti, nonostante la pronuncia della Corte Costituzionale del 2013, di cui si dirà tra poco, non risultano aggiornamenti legislativi che abbiano modificato l'articolo 28 della legge 184/83 in merito alla possibilità per gli adottati di conoscere le proprie origini.

​Al neonato non riconosciuto devono essere assicurati specifici interventi, secondo precisi obblighi normativi, per garantirgli la dovuta protezione, nell’attuazione dei suoi diritti fondamentali. La dichiarazione di nascita resa entro i termini massimi di 10 giorni dalla nascita, permette la formazione dell’atto di nascita, e quindi l’identità anagrafica, l’acquisizione del nome e la cittadinanza. Se la madre vuole restare nell’anonimato la dichiarazione di nascita è fatta dal medico o dall’ostetrica: "La dichiarazione di nascita è resa da uno dei genitori, da un procuratore speciale, ovvero dal medico o dalla ostetrica o da altra persona che ha assistito al parto, rispettando l'eventuale volontà della madre di non essere nominata" (DPR 396/2000, art. 30, comma 1).
L’art. 28 della Legge 2001 n. 149, aderendo a un obbligo derivante dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989 (art. 7) e della Convenzione de L’Aja sull’adozione internazionale del 1993 (art. 30), ha introdotto anche in Italia, dopo molte polemiche, il diritto dell’adottato di accedere, a certe condizioni e con certe procedure, alle informazioni concernenti l’identità dei suoi genitori biologici. Tuttavia, l’accesso a quelle informazioni non è consentito se l’adottato non è stato riconosciuto alla nascita dalla madre naturale. (Legge 2001 n. 149, art. 24 comma 7 - "L’accesso alle informazioni non è consentito se l’adottato non sia stato riconosciuto alla nascita dalla madre naturale e qualora anche uno solo dei genitori biologici abbia dichiarato di non voler essere nominato, o abbia manifestato il consenso all’adozione a condizione di rimanere anonimo").
Pertanto, il diritto a rimanere una mamma segreta prevale su ogni altra considerazione o richiesta e ciò deve costituire un ulteriore elemento di sicurezza per quante dovessero decidere, aiutate da un servizio competente ed attento, a partorire nell’anonimato.

sabato 14 settembre 2024

Dignitas infinita, Giustiniani live

 

DICHIARAZIONE DIGNITAS INFINITA
CIRCA LA DIGNITÀ UMANA

VENERDÌ 4 OTTOBRE 2024 - ORE 15.00-19.00


presenterò, in qualità di socio di "Persona al centro", il fondamentale documento circa la dignità umana che vedrà impegnata l'Associazione per la Filosofia della Persona, in una riflessione corale pubblica, sui cardini fondativi della dichiarazione che prendono a riferimento la dignità ontologica ed il primato della persona umana.

Al temine degli interventi dei soci, chiunque lo desideri, anche non socio, potrà partecipare alla conversazione regolata collegandosi al link: 🔜

🔄abstract del prof. Giustiniani

  1. Un rinnovato interesse ecclesiale per la pressoché infinita dignità dell’essere umano
Tutte le persone umane, anche i cosiddetti “nulla del mondo”, sono da includere e riconoscere come portatori di una dignità intrinseca, perché, nella Chiesa che è nel mondo, essi ricordano che ogni persona, anche se sul piano sociale apparisse un “nulla”, ha una “dignitas infinita”, la cui fondazione metafisica è divina, posto che in Dio uno dei tre ha assunto la natura umana. Si legge in Leone Magno: «Il Figlio di Dio, nella pienezza dei tempi che il disegno divino, profondo e imperscrutabile, aveva prefisso, ha assunto la natura del genere umano per riconciliarla al suo Creatore, affinché il diavolo, autore della morte, fosse sconfitto, mediante la morte con cui prima aveva vinto»1 .
 
Il tropeano don Francesco Mottola volle in quella città calabrese un graffito, in cui: “Il samaritano è ripreso nell’atto del suo chinarsi sull’uomo derubato e malridotto dai suoi aggressori. Più che di un chinarsi dell’uno sull’altro, il graffito dà l’idea di un abbraccio fraterno tra due esseri umani, che si cercano, s’incontrano e si riconoscono fratelli. È l’inizio di un camminare insieme, una promessa di fedeltà per entrambi carica di futuro, che, intanto, restituisce al povero giudeo la sua dignità”. In poche parole, la parabola del buon Samaritano altro non è che “il manifesto della dignità della persona umana” da incrociare e riconoscere in tutti gli appartenenti alla specie umana come fratelli e sorelle, i quali si aprono, a loro volta, a riconoscere, perfino negli altri abitanti della casa comune, un fratello sole e una sorella luna.
 

martedì 7 maggio 2024

aborto, l'esperienza dei Cristiani in politica può ancora illuminare vecchie e nuove generazioni

Napoli, via Kerbaker al Vomero, 6 maggio 2024.

Pasquale Giustiniani circa il volumetto di Giuseppe Improta: oltre Marx, Domenico Jervolino ed il movimento dei Cristiani per il socialismo. Collana "scenari" per la valle del tempo edizioni. 

Un prezioso apporto del volume di Improta sta nelle Appendici documentarie che s'incrociano con un tema attualissimo: "documento sul Concordato approvato dal Comitato Nazionale dei Cristiani per socialismo (1-2 febbraio 1975).

Vi si legge: «I “Cristiani per il socialismo” ritengono che quest’anno l’anniversario della firma dei Patti Lateranensi tra Chiesa cattolica e stato fasci­sta, che ricorre l’11 febbraio, assume un signi­ficato particolarmente grave, tale da richiedere un più alto grado di presa di coscienza critica e di dibattito sia all’interno del «mondo catto­lico» che da parte delle forze politiche e sociali del movimento operai… I “Cristiani per il socialismo” ritengono necessario sottolineare come il regime concor­datario – non solo quello instaurato durante il fascismo con i Patti Lateranensi, ma anche quello che potrebbe risultare da una sua even­tuale revisione e da un aggiornamento che ne eliminasse le storture più palesi – rappresenti comunque, in quanto tale, una pesante ipoteca su un’autentica concezione della vita democra­tica e costituisce tutt’oggi un grave nodo irri­solto nello sviluppo della lotta democratica e socialista nel nostro paese, nodo con cui le for­ze politiche della sinistra debbono fare più ra­dicalmente i conti proprio a partire dalle loro impostazioni strategiche e tattiche. In questa prospettiva, di fronte al processo di revisione del Concordato avviato da oltre un decennio per un voto pressoché unanime del parlamento, mentre sembra che la Commissio­ne Gonella abbia esaurito il suo lavoro da qua­si cinque anni, i “Cristiani per il socialismo” ritengono inaccettabile qualunque tentativo di revisione formale, che non tenga conto delle profonde trasformazioni che si sono verificate nei due firmatari dei Patti Lateranensi»...

Come scrive Improta nel volumetto: «Il ricordo di questo movimento e quello del filosofo ed uomo politico Jervolino merita di essere trasmesso alle nuove generazioni, spe­cialmente a quelle dei credenti cristiani, per non disperdere la memoria degli sforzi fatti in passato da chi si è impegnato, con tutte le proprie forze, per consentire, nelle comunità cristiane, una serena libertà di scelte politiche ed un impegno/militanza nei partiti di sinistra o nei sindacati, senza ingerenze e condiziona­menti da parte della gerarchia ecclesiastica. Ed anche per favorire, in occasione di consulta­zioni referendarie, valutazioni “non confessio­nali” ed integraliste di delicate problematiche come il divorzio e l’aborto».

domenica 24 dicembre 2023

Carlo Iannello, Salute e Libertà. Nota critica di prof. Giustiniani

 

Considerazioni del prof. Pasquale Giustiniani sul volume di
Carlo Iannello, Salute e Libertà. Il fondamentale diritto all’autodeterminazione individuale, Prefazione di Luigi Manconi, II edizione riveduta e ampliata, Editoriale Scientifica, Napoli 2023, pp. 336. 


Mercoledì, 20 dicembre 2023 Università degli studi della Campania, Luigi Vanvitelli. Dipartimento di scienze e tecnologiee ambientali, biologiche e farmaceutichee. Polo didattico , aula C2, via Vivaldi 42, Caserta 

..Iannello è sostenitore del diritto di autodeterminarsi della persona umana, anche fino al punto di rifiutare le cure, o chiedere alla società l'aiuto medico e farmacologico di suicidarsi. Giustiniani, da posizione diversa, che sostiene il rispetto della vita umana dal suo sorgere alla sua fine naturale ne contesta le scelte radicali, ricordando che le attuali società complesse non permettono più alla persona di autodeterminarsi in un contesto frantumato e non solidaristico...

sabato 25 novembre 2023

la catastrofe degli abusi del Clero su minori e vulnerabili, Cirb 2023

Convegno Annuale del Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica, CIRB.
La “catastrofe” degli abusi sessuali su minori e persone vulnerabili tra i membri del clero. Relatore, il prof. Pasquale Giustiniani.

«Sono d’accordo con te nel definire catastrofe la triste storia degli abusi sessuali e il modo di affrontarla che ha adottato la Chiesa fino a poco tempo fa. Rendersi conto di questa ipocrisia nel modo di vivere la fede è una grazia, è un primo passo che dobbiamo compiere. Dobbiamo farci carico della storia, sia personalmente sia comunitariamente. Non si può rimanere indifferenti dinanzi a questo crimine. Accettarlo presuppone entrare in crisi». Lettera del Santo Padre Francesco al Cardinale Reinhard Marx, Aricvescovo di Monaco e Frisinga...

@scenari.futuri

abusi sui minori, tolleranza zero nella Chiesa di Francesco

♬ suono originale - scenari futuri - scenari futuri
..Premessa. Davanti a questi crimini di abuso
Per «minore», nella normativa canonica vigente, s’intende ogni persona avente un’età inferiore a diciott’anni . Al minore è equiparata, la persona che abitualmente ha un uso imperfetto della ragione (cfr. Normae de delictis reservatis, art. 6 § 1, 1°). L’aggiornamento della definizione di minore finalizzata a configurare esplicitamente i casi di abuso, si è avuto con la Lettera apostolica in forma di motu proprio Vos estis lux mundi (7.5.2019) , che definisce al par. 2 dell’art. 1: «a) “minore”: ogni persona avente un’età inferiore a diciott’anni o per legge ad essa equiparata; b) “persona vulnerabile”: ogni persona in stato d’infermità, di deficienza fisica o psichica, o di privazione della libertà personale che di fatto, anche occasionalmente, ne limiti la capacità di intendere o di volere o comunque di resistere all’offesa; c) «materiale di pornografia minorile»: qualsiasi rappresentazione di un minore, indipendentemente dal mezzo utilizzato, coinvolto in attività sessuali esplicite, reali o simulate, e qualsiasi rappresentazione di organi sessuali di minori a scopi di libidine o di lucro»...

sabato 28 ottobre 2023

Carcere, da luogo di detenzione a luogo di redenzione. Una prospettiva di bioetica religiosa

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La bioetica religiosa guarda al carcere e ai carcerati non solo nella prospettiva della dignità umana, ma della possibile redenzione. Negli ultimi anni, insistendo sugli aspetti sociali, il Magistero cattolico stigmatizza la problematicità della carcerazione preventiva, quando essa, in forma per così dire abusiva, finisce per provocare un anticipo della pena, previa alla condanna, oppure tollera deplorevoli condizioni detentive. Il Cirb, Centro interuniversitario di ricerca bioetica, a distanza di un mese dalle pubblicazioni, ha reso disponibili il volume "salute e dignità umana in carcere" in versione aperta, con licenza internazionale Creative Commons attribuzione-non commerciale, unitamente ad altri titoli tra cui:
Lorenzo Chieffi
Luigi Kalb
Vitulia Ivone
Giovanni Chiola
Gianpiero Coletta
Francesca Di Lella
Andreina Alfieri, Ferdinando Ivano Ambra, Filomena Mazzeo, Maria Luisa Iavarone, Pasqualina Buono
Marianna Pignata

e numerosi altri interessantissimi titoli delle edizioni MIMESIS che potrete scorrere e leggere qui


sabato 14 ottobre 2023

educarsi a ben morire

Educarsi a ben morire. Eutanasia, suicidio assistito, hospice. Finalmente dati alle stampe gli atti dell'importante convegno che si tenne a novembre dello scorso anno promosso dalle cattedre "San Tommaso e storia del neotomismo meridionale” e di "filosofia morale e politica", di cui è titolare la collega prof.ssa Carmela Bianco, in collaborazione con il C.I.R.B (Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica). 

Un'assise autorevole e molto partecipata questa pubblicata in edizione ponderata che prendeva in esame un tema sul quale il dibattito è tuttora  aperto per la poliedrica complessità degli aspetti che investono la sensibilità comune e la bioetica in particolare: uscita consapevole dalla vita umana. 

Quale bene è da tutelare prioritariamente: la scelta ad autodeterminarsi propria della persona libera, peraltro già riconosciuta dalla legge n. 219/17 che ha positivizzato il diritto del paziente a rifiutare le cure e lasciarsi morire; oppure il bene preminente è da identificare nella vita stessa, della quale siamo fruitori per dono immeritato e non gestori capaci di esercitare su di sé o sugli altri un diritto di vita e di morte?

Quel convegno di cui agli atti, prese spunto da un recente volumetto di un medico anestesista rianimatore, Andrea Piscopo "compagni di viaggio. hospice: 10 storie da raccontare", edito da La Valle del tempo di Napoli che sotto la forma del racconto di storie di vita, puntava l'occhio sulle eventuale soluzioni eutanasiche, attive e passive ormai adottate da alcune legislazioni. 

La consapevolezza di essere un soggetto finito che l'uomo possiede di sé, è ben chiara ed è la prova del fatto che la morte è certamente una fine, ma non puo' essere la fine dell'esistere. Divenuto cadavere, l'uomo

sabato 14 gennaio 2023

Fede, scienza e diritto nel III millennio, un nodo inetricabile?


Siamo soliti definire complesse le moderne società per la disomogenea composizione e spesso per la variopinta gamma di relazioni che da questa ne vengono a rinnovare nel quotidiano il conflitto tra Fede, scienze e diritto. Rapporto stridente, ma solamente in apparenza perchè a ben riflettere, Fede, scienza e diritto non sono necessariamente in contraddizione. Ci soccorre a riguardo, l'esempio di un giovane magistrato, Rosario Angelo Livatino, che la Chiesa di recente ha elevato agli onori degli Altari con la proclamazione a Beato. Martire di giustizia per mano della mafia e Martire della Fede alla quale ispirava la sua condotta di chiarissimo magistrato. Da laico, Rosario operava nella società a fine ultimo di Giustizia traducendo nella pratica del suo quotidiano lavoro, la difesa della vita in opposizione alla morte e la consacrazione dei valori etici che informano tanto la Dottrina Cristiana, quanto la Costituzione della Repubblica amava sottolineare; si leggano gli articoli 7, 8, 19 e 20. Ebbene, il laico credente chiamato ad assumere decisioni, per Livatino cercherà in fondo un rapporto diretto con Dio al fine di dare corpo alla preghiera del giusto; analogamente il laico non credente chiamato a scegliere e determinare avrà a riferimento la sua coscienza civile in luogo del trascendente, ma per entrambi non difetterà il rigore dello spirito a rimuovere l'umana vanità e superbia che naturalmente viene dal potere conferito dalla legge. Seminario - 20 gennaio 2023 - Nola, museo storico archeologico, sala Vaccaro, via Senatore Cocozza
 

mercoledì 21 settembre 2022

Il diritto di disobbedire all'obbligo di vaccinarsi?

 

"è pazzesco constatare  come grazie all'impiego ben architettato di un virus probabilmente costruito in laboratorio si sia aperta la porta a un futuro così inquietante. Un futuro che mira a ridurre la presenza dell'uomo sulla terra - considerato alla stregua di un 'refuso della natura' - e persino a causarne l'estinzione" (p. 174). 

Con stile avvincente e lineare, Becchi spiega, nel suo nuovo libro, perché il controllo sociale generatosi nelle recenti vicende politiche, sociali e individuali a seguito della pandemia globale da Covid-19, abbia finito per mettere la mascherina FFP2 anche a Kant, il filosofo padre della contemporaneità. Becchi è convinto che "se ciò che ha 'valore' è il mero fatto della vita naturale, del restare in vita - e per 'vita' non si intende altro che questo - allora diventa a rigore impossibile discriminare, argomentare perché, tra la vita di un essere umano e la vita di un virus, debba prevalere la prima" (p. 17). Sono passati al setaccio critico tutti i fatti che la maggioranza della gente ha ingurgitato come ovvi e "da farsi" senza resistenza, ma che ovvi non sono: la neolingua dei pass e greenpass rafforzati, per cui al consenso informato è stato sostituito il consenso obbligato alla vaccinazione; nuovi ruoli assegnati alle cavie umane; cremazione coatta senza autopsie; trasformazione dello Stato di diritto in Stato "terapeutico"; Parlamento ridotto ad approvare decisioni ex post da parte del Governo o di Ministri; nascita di "nuovi untori"; generalizzazione di un nuovo capo d'abbigliamento (la mascherina); distanziamento sociale, se possibile anche sessuale (suggerito dal CDC negli USA)... 

Il grido critico di dolore riguarda anche la Chiesa, che pur avendo l'esempio della vicinanza di Gesù e di Francesco ai lebbrosi, si è assuefatta senza proteste a chiudere le chiese, non per disposizione propria, ma per disposizione del Governo (neppure del Parlamento): "La paura del contagio ha sostituito il timore di Dio e la scienza la religione"? Il rischio terribile è quello del "governo terapeutico dei corpi. Beninteso, ad essere colpita non è la Chiesa soltanto, ma tutti noi, l'intera società. La Chiesa però sarebbe potuta diventare organo di resistenza rispetto alla strategia biopolitica del potere secolare" (p. 119).

Becchi riapre con grinta un dibattito pubblico, nella convinzione che non ci si possa limitare, com'è avvenuto in occasione della morte di Ivan Sassoli (allorché si è interrogato sugli eventuali esiti avversi della vaccinazione), a offenderlo e bersagliarlo senza fondamento e senza fondate obiezioni. Ormai è una questione non soltanto giuridica (siamo in attesa della sentenza della Corte costituzionale il 30 novembre!), ma speculativa e, soprattutto, biopolitica.

domenica 7 agosto 2022

E se non fossimo a un bivio?

 

..tra i più spinosi temi della bioetica affrontato per i ragazzi

"Mi sono trovata davanti ad un bivio. Una strada più lunga che mi avrebbe portato all’inferno, una più breve che poteva portarmi qui, a Basilea". Sono alcune battute, apparentemente molto serene, affidate da Elena ai social, e prontamente diffuse dall'Associazione Coscioni, che aveva già aiutato DJ Fabo al "viaggio della morte" in Svizzera, i cui esiti giuridici erano andati a convergere nella sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, che aveva, finora inascoltata, sollecitato il Parlamento a depenalizzare il cosiddetto "suicidio assistito". Ed ecco, ora un nuova fattispecie (i modi di morire sono pressoché infiniti, quanto gli esseri umani): quella di Elena, è stata una decisione, apparentemente libera e matura, di anticipare la propria fine pur non trovandosi a dipendere da trattamenti vitali, ma condannata da una degenerazione progressiva della vita a causa di una malattia fatale. Qualcosa di diverso di un suicidio assistito, Piuttosto, la richiesta, andata a buon fine con l'aiuto di altri viventi umani, di porre anticipatamente fine a un'esistenza ritenuta ormai troppo compromessa dalla malattia e dal suo strascico infernale di sofferenze. Mentre Ercole al bivio scelse, secondo il mito riferito da Prodico di Ceo, la virtù, qui una persona umana - che si autopercepisce come sola di fronte a tutti i possibili esiti (dov'è la comunità e la rete di relazioni?) - non è più impegnata a scegliere fra vizio e virtù, ma tra due forme di inferno. Eracle sceglie la virtù, dimostrando così che l’essere umano non può vivere solo grazie agli istinti primitivi, ma deve sottoscrivere e seguire delle regole sulle quali si regge la nostra civiltà e l’intero consesso sociale. Elena invece vede soltanto un bivio, due strade entrambe infernali: l'inferno della malattia che conduce a una morte terribile, l'inferno di Basilea dove le viene praticata una morte dolce. E se le vie fossero più di due, così come tra inferno e paradiso, il cristianesimo propone il purgatorio, periodo doloroso di purificazione, nel corso del quale si soffre ma in vista di una dolcezza maggiore? Chissà se in campagna elettorale le varie formazioni politiche e gli apparentamenti diranno qualcosa di chiaro su tutto ciò, in vista dell'agenda del futuro Parlamento. 


 

domenica 26 giugno 2022

aborto, fu una conquista civile?

 

Si stenta a credere che esista, dal punto di vista giuridico ed etico, un diritto ad abortire. Esiste, piuttosto, un riconosciuto diritto alla vita, sia da parte dei già viventi che di quelli che non sono ancora nati.
Quando in Italia fu varata una legge sulla interruzione volontaria della gravidanza, lo si fece non per sdoganare un diritto della donna ad abortire, ma per consentire, a determinate condizioni e comunque garantendo il dissenso o obiezione di coscienza ai sanitari, di poter interrompere gravidanze indesiderate in ambiente asettico e non ricorrendo a vammane, con grave rischio di infezione.
All'epoca la stessa Corte costituzionale affermò una prevalenza tra chi è già persona, ovvero la gestante, e chi persona sta diventa, ovvero il feto. Fu una conquista civile, come qualcuno disse e dice? Alla pur giusta emancipazione femminile, si aggiunse una possibilità in più, ovvero quella di interrompere una gravidanza seppur cominciata. Non si valutarono fino in fondo i traumi psicologici della donna, su cui ormai esistono numerosi studi, anche psichiatrici, né si fece spazio adeguato al partner che, pure, allo start di quella gravidanza aveva contribuito.
La decisione della Corte federale usa riguarda un altro ordinamento e toglie valore di legge federale all'aborto, facendo ricadere sui singoli stati federati la responsabilità di leggi ad hoc.
Per quanto riguarda l'Italia, una discussione serena dovrà discutere i seguenti punti. Primo la gestione bisessuale della fecondità. Secondo, il diritto dei futuri nati ad avere in eredità un pianeta eticamente vivibile. Terzo, la contraccezione precoce e la gestione consapevole della fecondità femminile. Quarto, incentivazione a forme di adozione per bambini concepiti ma non più desiderati.
Tutto questo va discusso al di là delle appartenenze religiose. 

giovedì 16 giugno 2022

hospice, non è un cimitero per elefanti umani

 

Nel corso del servizio di Telecapri, che mercoledì 15 giugno (tg delle 19) ha dato notizia dell'incontro di venerdì scorso nell'Hospice Villa Arianna di Scisciano, il prof. Pasquale Giustiniani, esperto di bioetica, ha affermato che l'hospice non è un "cimitero degli elefanti umani in attesa della morte", né è un "ospizio", bensì è in luogo ospitale, che accoglie i malati più fragili del territorio, con relative famiglie, per dare non tanto più anni a una vita già compromessa, bensì più qualità di vita agli anni che restano. Perciò il primo titolo della collana "Scenari", edita da La Valle del tempo, presenta dieci storie di vita di altrettanti "compagni di viaggio", a cui si è accompagnato un medico palliativista, specialista di terapia del dolore. La rivista "Medicina e morale" ha immediatamente pubblicato la recensione al volumetto del dott. Andrea Piscopo, firmata dalla prof.ssa Maria Rosaria Romano, docente di bioetica nell'ISSR di Terra di lavoro.


In occasione della pubblicazione del libro di Andrea Piscopo, seminario di studio
ore 9.15-12.45 Aula II PontificiaFacoltà Teologica dell’Italia Meridionale, viale Colli Aminei, 2 - 80131 Napoli, Cattedra di Filosofia morale e politica in collaborazione con il Centro Interuniversitario di RicercaBioetica


Corrado Ocone, il non detto della libertà

tra corpo, genere e persona nella tradizione cattolico-romana, sarò all'Embodied Lives, di Uni-Malta

Aggiornamento del 19/09/26 - 📹 Guarda il reportage video (20'): Istituzioni ecclesiali, simbolica del corpo e sfide del contemporaneo....