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domenica 28 giugno 2026
I Giustiniani e l'argilla del Sannio: da San Lorenzello a Napoli, un'eredità che non si spezza
domenica 14 giugno 2026
Diritti umani e turismo. Problemi, snodi e prospettive. Lectio magistralis su Giacomo Tuoto, UniCal
Arcavacata. La mia Lectio magistralis – in occasione della V Edizione Speciale Premio “Turismo e Sviluppo Sostenibile Pieroni - Beato”.
Temi chiave, contesto e valore universale del libro di Giacomo Tuoto, Diritti umani e turismo. Problemi, snodi e prospettive, prefazione di Paola B. Helzel, postfazione di Tullio Romita, edizioni la Valle del Tempo, Napoli 2025.
agenda
Oggi,
19 giugno 2026, si celebra, presso l'Università della Calabria, un rilevante evento
- promosso nell’ambito del Master di I Livello “Turismo e Ospitalità 4.0”,
nella ricorrenza del ventennale dalla prima edizione del Convegno sul
turismo sostenibile, realizzato in collaborazione tra Università della
Calabria e Sistema Confesercenti Calabria. Fu in tale contesto che nacque il Premio Turismo e Sviluppo Sostenibile “Pieroni-Beato”,
che vuole riconoscere, e far conoscere, l’elevata passione scientifica che
questi due studiosi posero sul valore della protezione, salvaguardia e
valorizzazione, dell’ambiente, nella società dell’antropocene: a Beato si deve,
infatti, l’idea della teoria sociale dell’ambiente come teoria della crisi
ambientale, a Pieroni l’idea che la relazione fra società e natura non può
essere interpretata in termini lineari e strettamente positivistici. Il Premio
viene, perciò, annualmente assegnato a persone che si siano distinte nel campo
del turismo e dello sviluppo sostenibile, proposte e poi selezionate da
una rete di studiosi nazionale, che costituiscono il Comitato scientifico del
Premio.
Uno
dei premi di quest’anno viene attribuito a Monsignor Edgar Peña Parra: per
l’alto e qualificato impegno profuso nella promozione, attraverso l’azione
della diplomazia vaticana, dei valori della cooperazione internazionale e del
dialogo tra i popoli, quali strumenti fondamentali per la costruzione di
relazioni stabili e pacifiche tra le nazioni. Mons. Edgar, infatti, come
leggiamo nella motivazione del premio, si distingue per il contributo
offerto alla diffusione del paradigma dello sviluppo umano integrale, inteso
come processo volto alla tutela della dignità della persona, alla riduzione
delle disuguaglianze e alla promozione di modelli di crescita equilibrati e
sostenibili, in coerenza con i principi della sostenibilità sociale ed etica.
Vorrei,
pertanto, brevemente riflettere su alcuni di tali aspetti, esplicitamente enunciati
nella motivazione del Premio Turismo e Sviluppo Sostenibile “Pieroni-Beato”
che viene conferito oggi a sua Eccellenza mons. Peña Parra, nuovo Nunzio
apostolico in Italia e San Marino. Lo farò, attraverso il riferimento ad alcuni
nodi di un recente e denso volume di Giacomo Tuoto, apparso nella collana
“Biblioteca di scenari”, da me diretta presso le edizioni La Valle del Tempo di
Napoli. Un volume, quello di Tuoto, nato dalla sua docenza universitaria nei
Corsi di Laurea Magistrale, di Laurea triennale e nei Master di primo e secondo
livello attinenti le scienze del Turismo, all’interno del più vasto orizzonte
delle Scienze Aziendali e Giuridiche dell’Università della Calabria, che
procedono sotto la guida sapiente del prof. Tullio Romita.
Come
teorizzava il compianto prof. F.P. Casavola, già Presidente della Corte
costituzionale italiana, soltanto se riusciamo a ricostruire la plurisecolare
vicenda di popoli che si confrontano, si mescolano, si combattono per
rivendicare un’identità (che paradossalmente si ritroverà fusa in un unico
governo del mondo proprio alla frontiera dell’antichità romana), diviene
possibile non soltanto tracciare i tanti percorsi seguiti da quelle parole con
cui evochiamo ancor oggi il diritto, i diritti, la legge, la giustizia…, ma anche
dare spessore a quelle parole che, evocano, come si legge nella motivazione del
Premio a sua Eccellenza il Nunzio apostolico, il cosiddetto sviluppo umano
integrale perseguito in nome della dignità della persona e nel rispetto dei
cosiddetti diritti umani fondamentali.
Nel
momento in cui decidiamo di correlare sviluppo e integralità in nome dei
diritti della persona umana, non possiamo non tener conto anche del
confronto, mescolanza, a volte combattimento, che avvenne tra gli esponenti dei
popoli che, non a caso, si sfidarono, particolarmente sul piano religioso, per
fondare rivendicazioni antropiche, criteri e limiti dello sviluppo, appelli al
rispetto della dignità umana, che viene definita oggi dalla Chiesa cattolica
non soltanto infinita ma, come abbiamo recentemente letto nella prima
enciclica del XIV Papa di nome Leone, magnifica.
venerdì 12 giugno 2026
Non solo carezze. Una favola moderna
Prof. Pasquale Giustiniani
sabato 23 maggio 2026
La canzone napoletana in radio. Storia, politica e programmazione musicale dal 1926 al 1952
Books and Museum 24.5.2026
Luigi Ottaiano - Nadia Sodano, LA CANZONE NAPOLETANA IN
RADIO STORIA, POLITICA E PROGRAMMAZIONE MUSICALE DAL 1926 AL 1952, edizioni Libreria del Castello, Solopaca 2025, pp. 450.
Le mie conclusioni
Con questo volume, ancora a quattro mani, Luigi Ottaiano porta fino agli inizi degli anni Cinquanta del secolo breve la sua ricerca. Sono già noti, insieme gli altri testi: Storia della canzone napoletana dalle origini al 1880, II edizione, Napoli, Cuzzolin, 2025; Storia della canzone napoletana: dal 1880 al 1929, Napoli, Cuzzolin, 2024; Storia della canzone napoletana: dal 1930 ai giorni nostri, Napoli, Cuzzolin, 2024
1.
Munasterio ’e Santa Chiara
Dimane?
Ma vurria partì stasera. - Luntano, no, nun ce resisto cchiù. Dice che c’è
rimasto sulo ’o mare, - che è ’o stesso ’e primma, chillu mare blu. Munasterio ’e Santa Chiara, - tengo ’o core scuro
scuro. Ma pecché, pecché ogne sera, - penzo a Napule comm’era, penzo a Napule
comm’è?.
Come
leggiamo nel ponderoso volume, «Munasterio ’e Santa Chiara rappresenta una
delle testimonianze più struggenti degli orrori della guerra. Il 4 agosto 1943,
i bombardamenti distruggono la storica basilica di Santa Chiara, costruita nel
1300, a cui i napoletani erano molto legati. Questo brano diventa il simbolo
della ricostruzione post-bellica, con il testo che racconta di un emigrante
desideroso di tornare a Napoli, ma contemporaneamente teme di trovare una città
distrutta e sconvolta dalla guerra» (pp. 231-232).
domenica 17 maggio 2026
Tra ragione, fede e scienza. Le domande degli studenti dell' ISS Carlo Levi di Marano (NA)
Mattinata di discussione (il 15 maggio 2026) con gli studenti del classico, delle scienze umane e dello scientifico nell'aula magna dell'Istituto Superiore Statale "Carlo Levi" di Marano di Napoli, sotto la regia eccellente della Dirigente scolastica.
Pasquale Giustiniani (filosofo e docente in Facoltà teologica e al suor Orsola Benincasa), Raffaele Russo (un lucidissimo teologo della morale, di ben 92 anni!) e Luigi Verolino (ingegnere della Federico II) sono gli autori del volume Tra Ragione, Fede e Scienza, pubblicato dall’Editrice La Valle del Tempo, con prefazione del matematico Guido Trombetti e postfazione del giornalista Umberto Chiariello.
KARIM Il bambino dal compleanno inventato. Cinzia Brancato al Books&Museum
KARIM
Il bambino dal compleanno inventato
Domenica 17 Maggio 2026, ore 11:30
Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova, Napoli
Sala Margherita Lama Caputo
Sala Margherita Lama Caputo
Un colpo d'occhio straordinario nel cuore del Complesso Monumentale a Napoli. La numerosa partecipazione testimonia il vivo interesse e la profonda attenzione dei presenti verso le tematiche civili sollevate dal volume di Cinzia Brancato.
L'Ascolto delle Fratture Interiori
Un momento cruciale del dibattito incentrato sulle dinamiche della genitorialità adottiva. Gli sguardi in platea riflettono il coinvolgimento emotivo suscitato dalle letture critiche eseguite nel corso della mattinata.
Il Paradosso dell'Iter Adottivo
«...come se la genitorialità potesse essere assicurata da un bonifico più consistente» (p. 74).
Il Report mette in luce l'analisi sferzante dell'autrice in merito ai pesanti carichi burocratici ed economici legati alle adozioni.
Dibattito e Territorio
La sessione si è conclusa con l'intervento attivo del pubblico e le riflessioni finali dei relatori Pasquale Giustiniani, Silvio de Maio e Maria Pirro, tracciando nuove risposte sul valore dell'accoglienza.
• La presentazione scorre automaticamente ogni 7 secondi •
sabato 2 maggio 2026
La questione educativa nei Vangeli: Gesù Maestro e la pedagogia del IV Vangelo
L’articolo analizza la dimensione educativa nei Vangeli con particolare attenzione al IV Vangelo, evidenziando la figura di Gesù Maestro e la sua pedagogia rivelativa. Viene approfondito il linguaggio simbolico giovanneo (segni, ora, gloria), il contesto redazionale e teologico dell’opera, nonché la prospettiva trinitaria che include la promessa del Paraclito quale guida alla verità. Particolare rilievo è dato al capitolo 5 di Giovanni, in cui il conflitto con i Giudei diventa paradigma delle grandi opposizioni simboliche (luce/tenebre, vita/morte, grazia/peccato). L’articolo mette in luce il dinamismo di accoglienza e rifiuto del Verbo e il significato ambivalente del “mondo” nella teologia giovannea.
La dimensione educativa costituisce una chiave ermeneutica fondamentale per comprendere l’intero messaggio evangelico. Nei Vangeli, Gesù appare come Maestro che forma discepoli, suscita interrogativi e conduce progressivamente alla verità. Nel IV Vangelo, questa dimensione raggiunge una profondità singolare: l’insegnamento di Gesù coincide con la rivelazione del mistero di Dio e con un itinerario pedagogico che coinvolge l’intera esistenza del credente.@scenari.futuri La questione educativa nei Vangeli: Gesù Maestro e la pedagogia del IV Vangelo di Giuseppe Lubrino. Analisi a cura di Scenari Futuri.
♬ suono originale - Scenari Futuri
Educare, in questa prospettiva, significa introdurre alla fede come relazione viva con Dio, attraverso un cammino che porta dalla comprensione sensibile alla verità spirituale, dalla ricerca alla comunione.
Autore, data e contesto della teologia giovannea
Tradizionalmente attribuito all’apostolo Giovanni, il IV Vangelo viene generalmente datato tra il 90 e il 100 d.C. Esso appare, secondo la maggior parte degli studiosi, come il risultato di un processo redazionale maturato all’interno di una comunità giovannea, probabilmente situata nell’Asia Minore.
In questa prospettiva si colloca l’analisi di Alberto Caselegno SJ, il quale sottolinea come il Quarto Vangelo sia il frutto di una riflessione teologica sviluppata in ambiente ecclesiale, dove la memoria storica di Gesù è stata riletta alla luce della fede pasquale e in un contesto segnato dalla separazione dal giudaismo sinagogale. Come evidenzia lo studioso, «il testo giovanneo manifesta una lunga maturazione redazionale e teologica all’interno di una comunità credente» (A. Caselegno, Perché contemplino la mia gloria, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2000, p. 27).
La teologia giovannea si distingue per una cristologia elevata, centrata sul Logos preesistente («In principio era il Verbo», Gv 1,1) e per un linguaggio simbolico che mira a rivelare il significato profondo degli eventi.
Gesù Maestro: identità e metodo educativo
Nel IV Vangelo, Gesù è il Maestro che conduce alla verità attraverso una pedagogia coinvolgente e trasformativa: «Voi mi chiamate Maestro e Signore…» (Gv 13,13). Il suo insegnamento è dialogico, simbolico e progressivo.
Il vocabolario simbolico: segni, ora, gloria
Il linguaggio giovanneo è strutturalmente educativo:
- Segni: «Questi sono stati scritti perché crediate» (Gv 20,31). I segni orientano dalla visione alla fede.
- Ora: «È venuta l’ora» (Gv 12,23). Indica il compimento
della missione nella Pasqua.
- Gloria: «Abbiamo contemplato la sua gloria» (Gv 1,14). La
gloria si manifesta nella croce, come rivelazione dell’amore.
La prospettiva trinitaria e la promessa del Paraclito
Un elemento decisivo della pedagogia giovannea è la sua dimensione trinitaria. Gesù educa introducendo nella relazione con il Padre: «Il Figlio da se stesso non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre» (Gv 5,19).
Questa dinamica si prolunga nel tempo attraverso il dono dello Spirito Santo, il Paraclito:
- «Il Paraclito, lo Spirito Santo… vi insegnerà ogni cosa» (Gv 14,26);
- «Vi guiderà alla verità tutta intera» (Gv 16,13).
Il Paraclito è il prolungamento dell’opera salvifica ed educativa di Gesù: rende presente la sua parola, ne approfondisce il significato e conduce il discepolo a una comprensione sempre più matura del mistero di Cristo. In tal senso, l’educazione cristiana è intrinsecamente dinamica e aperta, guidata dallo Spirito verso la pienezza della verità.
Giovanni 5: la disputa come evento educativo e rivelativo
Il capitolo 5 rappresenta uno snodo fondamentale. Dopo la guarigione del paralitico in giorno di sabato, Gesù afferma: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco» (Gv 5,17), suscitando ostilità.
Il discorso sviluppa temi centrali:
- comunione tra Padre e Figlio;
- potere di dare la vita («Chi ascolta la mia parola… ha la
vita eterna», Gv 5,24);
- giudizio («Il Padre ha dato ogni giudizio al Figlio», Gv
5,22).
Il rifiuto emerge chiaramente: «Non volete venire a me per avere la vita» (Gv 5,40). La chiusura non è ignoranza, ma resistenza alla rivelazione.
Le grandi polarità simboliche
Il IV Vangelo struttura il suo messaggio attraverso contrapposizioni decisive:
- Grazia / Peccato: «Grazia su grazia» (Gv 1,16);
- Vita / Morte: «È passato dalla morte alla vita» (Gv
5,24);
- Giudizio / Redenzione: «Chi crede… non è condannato» (Gv
3,18).
Queste polarità chiamano a una decisione esistenziale.
Accoglienza e rifiuto del Verbo
«Venne fra i suoi… ma i suoi non lo hanno accolto» (Gv 1,11). Tuttavia: «A quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio» (Gv 1,12).
L’accoglienza implica una nuova nascita; il rifiuto comporta la permanenza nelle tenebre.
Il “mondo” tra creazione e opposizione
Il mondo è amato da Dio («Dio ha tanto amato il mondo», Gv 3,16), ma è anche segnato dal rifiuto («Il mondo non lo ha riconosciuto», Gv 1,10).
La figura del «principe di questo mondo» (Gv 12,31) richiama simbolicamente il “serpente antico”, indicando una realtà di opposizione alla luce. Il discepolo è chiamato a vivere nel mondo senza appartenere alla sua logica.
Conclusione
La pedagogia di Gesù nel IV Vangelo si presenta come un itinerario trinitario di rivelazione e di vita. Il Padre è la fonte, il Figlio è il rivelatore, lo Spirito è la guida interiore che conduce alla verità piena.
Attraverso segni, parole e relazioni, il Maestro forma il discepolo, chiamandolo a una decisione tra luce e tenebre, vita e morte. Il dono del Paraclito assicura che questo processo educativo continui nel tempo, rendendo sempre attuale la presenza di Cristo.
Il IV Vangelo si configura così come una scuola permanente
di fede, nella quale il credente è guidato, nello Spirito, a entrare sempre più
profondamente nel mistero di Dio e nella comunione con Lui.
Nota redazionale
Il presente articolo è stato realizzato con l’ausilio di
strumenti di intelligenza artificiale, sotto la supervisione e revisione
dell’autore Giuseppe Lubrino
Corrado Ocone, il non detto della libertà
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