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lunedì 28 agosto 2023

il Divino linguaggio. Arte e Fede secondo Giustiniani

 

Giornata della cultura organizzata per i festeggiamenti dei Santi Medici Cosma e Damiano nel loro spettacolare Santuario di Eboli a pochi minuti da Salerno.
Letteratura, poesia, recitazione, pittura, scultura, musica e lirica, nel contesto di religiosità, teologia, filosofia, critica dell’arte e giornalistica. Un copioso calendario per un unico, esclusivo evento.

In questa Giornata della cultura, la Cappella Giustiniani nel Santuario dei santi Cosma e Damiano in Eboli, patroni dei medici e dei farmacisti, associa il libro canonico dell’Apocalisse e i suoi quattro cavalieri, con la Donna di Fatima. Secondo il veggente di Patmos, redattore dell’ultimo libro canonico della Bibbia, i cavalieri formano un quartetto che si distingue letterariamente dai restanti tre sigilli, come le prime quattro trombe e coppe rispetto alle restanti trombe e ciotole. 


sabato 29 luglio 2023

Sinodalità, cioè?

 

Sinodalità, cioè? E' un libro scritto da Vincenzo Bertolone pubblicato da La valle del tempo nella collana Scenari.

Il vescovo emerito di Catanzaro e postulatore di don Pino Puglisi e Rosario Livatino, dice la sua sullo scenario Sì nodale della Chiesa, che a ottobre celebrerà la sua prima assemblea del Sinodo dei vescovi, voluto da Papa Francesco. Un libro informato e stimolante, che tocca il cuore e la mente.

Istituito il 15 settembre 1965 da papa Paolo VI, il Sinodo dei Vescovi costituisce una delle più preziose eredità del Concilio e, dopo le quindici assemblee generali ordinarie già celebrate, appare come una peculiare manifestazione dello Spirito e un'efficace attuazione della sollecitudine dell'Episcopato per tutte le Chiese. Questo libro, alla vigilia dell'Assemblea del Sinodo dei Vescovi sulla sinodalità, convocata da Papa Francesco, discute opportunità e chances di un incontro che si svolge in analogia con gli antichi consessi locali e generali dei Vescovi dei primi secoli cristiani.


giovedì 20 luglio 2023

Prefigurazione. Teorema Di Nola, nella poesia la soluzione algebrica dell'esistenza

 

Antonio Di Nola, professore di algebra, inventore del teorema che porta il suo nome, in questo libro diviene poeta. Il difficile rapporto tra linguaggio e conoscenza viene risolto con le metafore e i simboli del verso poetico. Si prefigura una via di uscita nella difficile esistenza umana. Il poeta Di Nola, senza ricorrere a teoremi e dimostrazioni, mostra, non dimostra, evoca non spiega, addita non svolge deduzioni. La forza del verso apre scenari inesplorati, toccando le corde emotive del lettore.
Da leggere.

sabato 24 giugno 2023

Posillipo, aperilibro, musica e solidarietà. La valle del tempo edizioni

 


Un aperitivo con le edizioni La valle del Tempo di Napoli, dove il prof. Pasquale Giustiniani dirige le collane Scenari e Biblioteca di scenari. Lo scenario è quello del terrazzo di villa Sergio Corbino a via Posillipo. Direttori di collana, autori, amici e simpatizzanti della casa editrice ascoltano la musica di Bruna Girasole, i racconti di Susy Mucerino, le poesie di Flora Bufano. Un'atmosfera intensa, con libri offerti per la solidarietà

sabato 10 giugno 2023

Sic et non, visioni difformi del mondo. Fede e ragione, un rapporto impossibile?

"Sì e no", spesso le questioni non sono né completamente vere, né completamente false, ma piuttosto, hanno molteplici sfaccettature, diverse posizioni e prospettive divergenti.

Sic et non, una riflessione circa la complessità della realtà, sulla relatività del vero e la necessità di considerare più punti di vista per affrontare le questioni.

Con le visioni difformi del mondo, si vogliono prendere in esame le diverse percezioni che le persone possono avere su un determinato tema, in ragione dell'educazione, dell'esperienza e dei valori che portano con sé. Da qui, i molteplici modi nel quale può essere visto il rapporto tra fede e ragione anche se comunemente la fede e la ragione sono considerate due entità separate e incompatibili. Da un lato, la fede è spesso associata a credenze e pratiche religiose fondate sull'esperienza personale o la tradizione, ma che possono anche essere considerate irrazionali o anti-scientifiche da alcuni; d'altra parte, la ragione è generalmente considerata come il processo di pensiero razionale e metodico proprio della scienza e della filosofia, che si basano sulla valutazione critica delle prove e della logica. Tuttavia, alcuni filosofi e teologi hanno cercato di trovare un modo per integrare la fede e la ragione, affermando entrambe possono coesistere e anche arricchirsi reciprocamente. Per esempio, Tommaso d'Aquino, un filosofo e teologo del XIII secolo, ha formulato la sua teoria della Teologia Naturale, sostenendo che la ragione umana può comprendere l'esistenza di Dio e la sua creatività attraverso l'osservazione della natura. Numerosi sono i pensatori anche moderni, che suggeriscono come la fede e la ragione possono interagire vicendevolmente nella ricerca della verità. La razionalità stessa può servirsi della fede in Dio come "base epistemica". In definitiva, il rapporto tra fede e ragione può essere complesso e controverso, ma può anche essere visto come un tema di indagine e riflessione per diverse discipline e tradizioni di pensiero.

sabato 27 maggio 2023

Liceo Da Vinci, ragione e Fede nella Divina Commedia, gli interrogativi degli allievi

 

In  occasione  della celebrazione del Dantedì,  le  classi del triennio del Liceo Scientifico Statale Leonardo Da Vinci di Vairano Patenora (CE)  incontrano il professore Pasquale  Giustiniani  per 
discorrere del rapporto tra Ragione e Fede 
nella Divina Commedia. 

Il professore risponde alle domande delle 
due giovani giornaliste del “da Vinci” 

Cosa  può  insegnare  un  poeta  del 
Medioevo come Dante all’uomo di oggi?
 
 
Come tutti i poeti, se sono veri poeti, sono uomini  o  donne  di  sempre.  Pertanto, Medioevo o non Medioevo, quando i poeti sono tali - e Dante è un grande poeta - insegnano. Quindi non dovremmo collegarli all’età o al periodo. Inoltre sul Medioevo ci sono tante dicerie infondate; molti  dicono:  “ahimè, torniamo al Medioevo” quasi a voler indicare un ritorno al passato, al vecchio, a qualcosa di obsoleto. Quando sento affermazioni di tal genere, io rispondo sempre: “volesse il cielo tornassimo al Medioevo!”, perché è un periodo splendido. La sola Divina Commedia, già basterebbe per dire che è un periodo culturalmente rigoglioso. Bonaventura da Bagnoregio, Tommaso d’Aquino sono medievali. Giovanni Duns Scoto è un  medievale. La  filosofia  moderna e la teologia moderna non si comprendono senza la stagione precedente.   

Nella commedia le tre guide di Dante rappresentano i tre lumina. In questo modo Dante spiega il binomio Ratio et Fides?

Sì, soprattutto il canto XII di cui parleremo tra poco presenta un  personaggio  di  aria  francescana,  Bonaventura di Bagnoregio che tesse le lodi del cielo, del sole - quindi le varie luci che appaiono - perché nel Paradiso tutti i beati sono luminosi e quindi creano delle coreografie danzanti che si spostano da  una  parte all’altra del “quadro”. Attraverso Bonaventura, Dante fa le lodi del grande domenicano, il fondatore dei domenicani, San Domenico di Guzman, così come nel canto precedente Tommaso d’Aquino aveva tessuto le  lodi  del fondatore dei francescani, Francesco d’Assisi. Potremmo definirlo uno “scambio di cortesie” tra i fondatori dei domenicani e dei francescani.

Al giorno d’oggi Dante  sarebbe  veramente  un intellettuale di destra, come ha affermato il ministro della cultura San Giuliano?

Penso che sia  eccessivo, forse voleva solo dire che politicamente non è stato tra quelli ''radical-chic'', come li chiameremmo oggi. Sicuramente si è trovato esule per una presa di posizione che oggi potremmo chiamare un po’ di destra,  perché  fondamentalmente  si  è  messo  contro l’establishment di Firenze e quindi l’ha pagata cara. Se Dante si può  dire di  destra o di sinistra  -  ma  sono  categorie contemporanee - io tirerei le conclusioni così. Certamente è un po’ troppo definire Dante di destra o di  sinistra. Forse essendo al potere San Giuliano che fa parte di un governo di destra, ha voluto tirare acqua al suo mulino

intervista curata da 

venerdì 26 maggio 2023

Corrado Ocone, il non detto della libertà

 

Dalla modernità a oggi i teorici della libertà hanno distinto tra libertà da costrizioni e libertà di auto affermazione. Ma anche in Berlin, Croce, Kant, Esposito... esiste un non detto, che il libro di Ocone porta allo scoperto.

Nella stagione della liberazione e dei diritti di libertà, che talvolta rasentano il libertinaggio, un libro che dà a pensare e cerca di evitare il baratro delle libertà.

Ne parliamo a monte di Dio, Napoli, lunedi' 29 maggio presso l'Istituto Italiano per gli studi filosofici.

Tutti invitati

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Corrado Ocone, il non detto della libertà

tra corpo, genere e persona nella tradizione cattolico-romana, sarò all'Embodied Lives, di Uni-Malta

Nei prossimi giorni sarò a Malta , ospite del colloquio internazionale Embodied Lives: Interdisciplinary Dialogues on the Body , che l'...