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Caricamento ultime analisi del Prof. Giustiniani...

sabato 24 giugno 2023

Posillipo, aperilibro, musica e solidarietà. La valle del tempo edizioni

 


Un aperitivo con le edizioni La valle del Tempo di Napoli, dove il prof. Pasquale Giustiniani dirige le collane Scenari e Biblioteca di scenari. Lo scenario è quello del terrazzo di villa Sergio Corbino a via Posillipo. Direttori di collana, autori, amici e simpatizzanti della casa editrice ascoltano la musica di Bruna Girasole, i racconti di Susy Mucerino, le poesie di Flora Bufano. Un'atmosfera intensa, con libri offerti per la solidarietà

sabato 10 giugno 2023

Sic et non, visioni difformi del mondo. Fede e ragione, un rapporto impossibile?

"Sì e no", spesso le questioni non sono né completamente vere, né completamente false, ma piuttosto, hanno molteplici sfaccettature, diverse posizioni e prospettive divergenti.

Sic et non, una riflessione circa la complessità della realtà, sulla relatività del vero e la necessità di considerare più punti di vista per affrontare le questioni.

Con le visioni difformi del mondo, si vogliono prendere in esame le diverse percezioni che le persone possono avere su un determinato tema, in ragione dell'educazione, dell'esperienza e dei valori che portano con sé. Da qui, i molteplici modi nel quale può essere visto il rapporto tra fede e ragione anche se comunemente la fede e la ragione sono considerate due entità separate e incompatibili. Da un lato, la fede è spesso associata a credenze e pratiche religiose fondate sull'esperienza personale o la tradizione, ma che possono anche essere considerate irrazionali o anti-scientifiche da alcuni; d'altra parte, la ragione è generalmente considerata come il processo di pensiero razionale e metodico proprio della scienza e della filosofia, che si basano sulla valutazione critica delle prove e della logica. Tuttavia, alcuni filosofi e teologi hanno cercato di trovare un modo per integrare la fede e la ragione, affermando entrambe possono coesistere e anche arricchirsi reciprocamente. Per esempio, Tommaso d'Aquino, un filosofo e teologo del XIII secolo, ha formulato la sua teoria della Teologia Naturale, sostenendo che la ragione umana può comprendere l'esistenza di Dio e la sua creatività attraverso l'osservazione della natura. Numerosi sono i pensatori anche moderni, che suggeriscono come la fede e la ragione possono interagire vicendevolmente nella ricerca della verità. La razionalità stessa può servirsi della fede in Dio come "base epistemica". In definitiva, il rapporto tra fede e ragione può essere complesso e controverso, ma può anche essere visto come un tema di indagine e riflessione per diverse discipline e tradizioni di pensiero.

sabato 27 maggio 2023

Liceo Da Vinci, ragione e Fede nella Divina Commedia, gli interrogativi degli allievi

 

In  occasione  della celebrazione del Dantedì,  le  classi del triennio del Liceo Scientifico Statale Leonardo Da Vinci di Vairano Patenora (CE)  incontrano il professore Pasquale  Giustiniani  per 
discorrere del rapporto tra Ragione e Fede 
nella Divina Commedia. 

Il professore risponde alle domande delle 
due giovani giornaliste del “da Vinci” 

Cosa  può  insegnare  un  poeta  del 
Medioevo come Dante all’uomo di oggi?
 
 
Come tutti i poeti, se sono veri poeti, sono uomini  o  donne  di  sempre.  Pertanto, Medioevo o non Medioevo, quando i poeti sono tali - e Dante è un grande poeta - insegnano. Quindi non dovremmo collegarli all’età o al periodo. Inoltre sul Medioevo ci sono tante dicerie infondate; molti  dicono:  “ahimè, torniamo al Medioevo” quasi a voler indicare un ritorno al passato, al vecchio, a qualcosa di obsoleto. Quando sento affermazioni di tal genere, io rispondo sempre: “volesse il cielo tornassimo al Medioevo!”, perché è un periodo splendido. La sola Divina Commedia, già basterebbe per dire che è un periodo culturalmente rigoglioso. Bonaventura da Bagnoregio, Tommaso d’Aquino sono medievali. Giovanni Duns Scoto è un  medievale. La  filosofia  moderna e la teologia moderna non si comprendono senza la stagione precedente.   

Nella commedia le tre guide di Dante rappresentano i tre lumina. In questo modo Dante spiega il binomio Ratio et Fides?

Sì, soprattutto il canto XII di cui parleremo tra poco presenta un  personaggio  di  aria  francescana,  Bonaventura di Bagnoregio che tesse le lodi del cielo, del sole - quindi le varie luci che appaiono - perché nel Paradiso tutti i beati sono luminosi e quindi creano delle coreografie danzanti che si spostano da  una  parte all’altra del “quadro”. Attraverso Bonaventura, Dante fa le lodi del grande domenicano, il fondatore dei domenicani, San Domenico di Guzman, così come nel canto precedente Tommaso d’Aquino aveva tessuto le  lodi  del fondatore dei francescani, Francesco d’Assisi. Potremmo definirlo uno “scambio di cortesie” tra i fondatori dei domenicani e dei francescani.

Al giorno d’oggi Dante  sarebbe  veramente  un intellettuale di destra, come ha affermato il ministro della cultura San Giuliano?

Penso che sia  eccessivo, forse voleva solo dire che politicamente non è stato tra quelli ''radical-chic'', come li chiameremmo oggi. Sicuramente si è trovato esule per una presa di posizione che oggi potremmo chiamare un po’ di destra,  perché  fondamentalmente  si  è  messo  contro l’establishment di Firenze e quindi l’ha pagata cara. Se Dante si può  dire di  destra o di sinistra  -  ma  sono  categorie contemporanee - io tirerei le conclusioni così. Certamente è un po’ troppo definire Dante di destra o di  sinistra. Forse essendo al potere San Giuliano che fa parte di un governo di destra, ha voluto tirare acqua al suo mulino

intervista curata da 

venerdì 26 maggio 2023

Corrado Ocone, il non detto della libertà

 

Dalla modernità a oggi i teorici della libertà hanno distinto tra libertà da costrizioni e libertà di auto affermazione. Ma anche in Berlin, Croce, Kant, Esposito... esiste un non detto, che il libro di Ocone porta allo scoperto.

Nella stagione della liberazione e dei diritti di libertà, che talvolta rasentano il libertinaggio, un libro che dà a pensare e cerca di evitare il baratro delle libertà.

Ne parliamo a monte di Dio, Napoli, lunedi' 29 maggio presso l'Istituto Italiano per gli studi filosofici.

Tutti invitati

✅ aggiornato con presentazione in video. Scorri in basso 









venerdì 7 aprile 2023

Dal medievale Giovanni Duns Scoto, nuove indicazioni politiche per la pace sociale


Nell’età di Giovanni Duns Scoto (1265 o 1266-1308) la questione dei raccordi tra proprietà privata dei beni e pace sociale è molto dibattuta, seppur in maniera più essenziale rispetto alla stagione immediatamente precedente. Nella sua Ordinatio del Commento al terzo libro delle Sentenze di Pietro Lombardo, esattamente nella Distinzione 37, che si articola in un’unica questione, il Dottor Sottile analizza sottilmente tutti i possibili argomenti contrari o congruenti con la propria tesi, non evitando di soppesare i possibili significati impliciti nell’espressione comune di “legge di natura”, adottata non soltanto da parte dei teologi, ma anche dei giuristi del tardo Medioevo. Gli Ordini mendicanti francescani e domenicani andavano diventando come le “anime” delle nuove città medievali (come Oxford e Parigi, nelle quali certamente Giovanni Duns Scoto lavorò e insegnò, o anche come Cambridge, circa la quale non manca qualche attestazione della sua presenza). La tesi è chiara: “Bisogna vivere in pace nella comunità ovvero nella cosa pubblica”. Implica di necessità, tale principio, che, per garantire la pace pubblica, tutto debba essere in comune tra i membri della collettività, ovvero che non esista proprietà privata dei beni la quale genererebbe contenzioso o lite tra le parti in causa? Oppure potrebbe esistere nella collettività il possesso privato di un bene che viene dall’autorità distinto dal possesso di un altro, senza ledere il principio, ricavabile dalla cosiddetta legge di natura, che “Nella vita associata bisogna vivere in pace”? Preparando la propria Ordinatio del Commento alle Sentenze – che ora l’edizione critica denomina, appunto, Ordinatio, in quanto essa contiene il testo scritto o dettato e preparato dallo stesso Duns Scoto per essere divulgato –, ecco la famosa Distinzione 37 della Tertia Pars, che qui viene ora resa per la prima volta in lingua italiana, rispettando il dettato del sincopato testo scotiano. 

 I saggi di Pasquale Giustiniani e Carmela Bianco introducono il lettore contemporaneo ai problemi sottesi nella grande opera del Dottor Sottile (così i contemporanei chiamavano Giovanni Duns Scoto).

martedì 14 febbraio 2023

come spezzare la catena del male?

Il padre CAPPUCCINO don Romualdo ci regala un piccolo condensato della sua lungaesperienza in confessionale e in tribunale per le nullità matrimoniali. Quanto male subiamo o commettiamo, quante volte ce ne pentiamo superficialmente, senza spezzare la catena... Le questioni dell'ultima parte della Summa theologiae fungono da guida. Tommaso d'Aquino non poté scriverle perché colto dalla morte prematura. Ma ci pensarono i suoi collaboratori che attinsero al suo commento giovanile alle Sentenze, per portare a termine l'enciclopedia teologica più famosa del mondo... E allora, come spezzare la catena del male? La soluzione nel più recente volumetto della collana Scenari, diretta da Pasquale Giustiniani

Fra Romualdo Gambale ha lavorato e lavora a tempo
pieno presso il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Partenopeo e di Appello. Dati i limiti dell’età, lavora soprattutto a casa, studiando le Cause. E’ il frate più anziano della comunità: nato nel 1937, frate dal 1954, sacerdote dal 1961; è disponibile per le richieste dei fedeli, specie per consulenze tecniche riguardanti i matrimoni in crisi.



sabato 14 gennaio 2023

Fede, scienza e diritto nel III millennio, un nodo inetricabile?


Siamo soliti definire complesse le moderne società per la disomogenea composizione e spesso per la variopinta gamma di relazioni che da questa ne vengono a rinnovare nel quotidiano il conflitto tra Fede, scienze e diritto. Rapporto stridente, ma solamente in apparenza perchè a ben riflettere, Fede, scienza e diritto non sono necessariamente in contraddizione. Ci soccorre a riguardo, l'esempio di un giovane magistrato, Rosario Angelo Livatino, che la Chiesa di recente ha elevato agli onori degli Altari con la proclamazione a Beato. Martire di giustizia per mano della mafia e Martire della Fede alla quale ispirava la sua condotta di chiarissimo magistrato. Da laico, Rosario operava nella società a fine ultimo di Giustizia traducendo nella pratica del suo quotidiano lavoro, la difesa della vita in opposizione alla morte e la consacrazione dei valori etici che informano tanto la Dottrina Cristiana, quanto la Costituzione della Repubblica amava sottolineare; si leggano gli articoli 7, 8, 19 e 20. Ebbene, il laico credente chiamato ad assumere decisioni, per Livatino cercherà in fondo un rapporto diretto con Dio al fine di dare corpo alla preghiera del giusto; analogamente il laico non credente chiamato a scegliere e determinare avrà a riferimento la sua coscienza civile in luogo del trascendente, ma per entrambi non difetterà il rigore dello spirito a rimuovere l'umana vanità e superbia che naturalmente viene dal potere conferito dalla legge. Seminario - 20 gennaio 2023 - Nola, museo storico archeologico, sala Vaccaro, via Senatore Cocozza
 

Corrado Ocone, il non detto della libertà

tra corpo, genere e persona nella tradizione cattolico-romana, sarò all'Embodied Lives, di Uni-Malta

Nei prossimi giorni sarò a Malta , ospite del colloquio internazionale Embodied Lives: Interdisciplinary Dialogues on the Body , che l'...