Cultura contemporanea, metaverso, futuro ambientale, passione per l'essere umano, quale domani?
Il blog discute in maniera indipendente la stagione di transizione in cui siamo tutti coinvolti, anche se non ce ne accorgiamo
le mie news
Caricamento ultime analisi del Prof. Giustiniani...
Seguite alle dimissioni della prof.ssa Tina Paladini, le nuove nomine al Consiglio Direttivo del Centro per la Filosofia Italiana mi hanno investito dell'onore, unitamente al collega prof. Rodolfo Sideri, di assumere l'onere di vice Presidente fiduciario del Presidente prof. Aldo Meccariello.
Il Centro per la filosofia italiana, è una prestigiosa associazione che riscopre i filosofi italiani di ogni tempo. Ai docenti di scuola superiore e delle Università, rivolgo un caloroso invito ad aderire
Vlad III il Pio. Sembrerebbe che quello di San Gennaro non sia stato il solo sangue venerato a Napoli. Tra storia e leggenda, un'apposita Commissione di studiosi italo-rumeni, lo ricava dalla interpretazione scientifica dell'epigrafe tombale rinvenuta in Santa Maria la Nova: il Conte Dracula, fu un martire della Cristianità la cui tomba fu oggetto di culto e venerazione da parte dei napoletani
@scenari.futuri Il Conte Dracula, protagonista dell'omonimo romanzo scritto dall'irlandese Bram Stoker nel 1897 ed ispirato alla figura del Principe Vlad III di Valacchia, detto l'Impalatore, vissuto tra il 1431 ed il 1477, è sepolto a Napoli, in Santa Maria la Nova. Dalla Romania, giungono le prime conferme. A darne notizia è lo stesso direttore del Complesso monumentale partenopeo, prof. Giuseppe Reale. Convocato a Snagov, è stato infatti informato dei primi esiti cui è pervenuto un nutrito gruppo di esperti dopo lunghe ricerche storiche e filologiche circa l'attendibilità di quanto fino ad oggi si era potuto solamente ipotizzare. #Dracula, #conteDracula, #Vlad, #principediValacchia, #Romania, #Napoli, #SantaMariaLaNova @santamarialanova ♬ suono originale - scenari futuri
È la prima volta che, nella collana “Biblioteca di Scenari”,
viene pubblicato - e volentieri - un romanzo. Ma quello dell’antica
alunna - e poi, per alcuni anni collega di Sociologia nella sezione San Tommaso della Facoltà di teologia dell’Italia meridionale -, è solo
apparentemente un romanzo, simile per molti aspetti a un romanzo di
formazione. Più che un romanzo, esso è un trattatello di sociologia
culturale, svolto in modo avvincenti e in termini romanzati, che davvero
avvince il lettore italiano ed europeo dalla prima all’ultima pagina.
Leopardi segreto: misteri e verità taciute sugli ultimi anni a Napoli
Hotel Continental di Sorrento. Ha detto la moderatrice: “con l'ospitalità che ci riserva ogni volta ci siamo ritrovati per un incontro dedicato agli ultimi anni di vita di Giacomo Leopardi. Ripensare a uno dei capitoli più densi e trascurati della vicenda biografica e intellettuale di Giacomo Leopardi, i suoi anni napoletani, il suo rapporto con il mezzogiorno, con la malattia, con la morte e anche con una nuova stagione creativa, lucida”...
Leopardi segreto. I misteri degli ultimi anni di vita a Napoli.
✒Il giudizio degli studiosi di Leopardi su Ranieri è
necessariamente diviso: da una parte c’è il biasimo per aver egli pubblicato
nel 1880 Sette anni di sodalizio con Giacomo Leopardi (Giannini,
Napoli), inelegantissima auto apologia nella quale il non più giovane Ranieri,
sconvolto per la morte della sorella Paolina, descriveva gli sforzi, le spese,
i dolori che
i due avrebbero sofferto nell’assistere l’ingrato Leopardi. Dall’altra parte,
però, c’è l’ammirazione per i molti meriti che Ranieri si acquistò sia durante
la vita di Leopardi, assistendolo fino alla fine, sia soprattutto dopo la morte del
poeta: innanzitutto salvando le sue spoglie dalla fossa comune (furono tumulate
nella chiesa di San
Vitale a Fuorigrotta), ma poi soprattutto conservando i suoi
manoscritti e curando i primi due volumi delle sue Opere (contenenti
tra l’altro Canti, Operette e Pensieri,
e una Notizia intorno agli scritti, alla vita ed ai costumi di Giacomo
Leopardi di Ranieri) presso Le Monnier, Firenze 1845 (il terzo volume
fu curato da Giordani).
In questa circostanza Ranieri dette prova di grande energia, spendendosi
affinché l’editore e i censori non tradissero le ultime volontà leopardiane.
E non si può dimenticare il giudizio su Ranieri che lo
stesso Leopardi volle lasciarci nel Pensiero IV:
Un mio amico,
anzi compagno della mia vita, Antonio Ranieri, giovane che,
se vive, e se gli uomini non vengono a capo di rendere inutili i doni ch’egli
ha dalla natura, presto sarà significato abbastanza dal solo nome ...
(un’iniziativa dei Medici cattolici e dei Giuristi cattolici)
Nola, Seminario, venerdì 27 giugno 2025, h. 18.00
Carissimi,
da alcuni anni, nell’ambito delle attività del Premio Cimitile, i Medici (dott. Antonio Falcone) e i Giuristi (prof. Mariano Menna; prof. L. Ferraro, coordinatore del convegno), cattolici del Nolano vanno promuovendo un’attività di confronto tra esponenti di diverso orientamento culturale, su tematiche collegate all’attualità sociale, culturale e religiosa.
Il titolo del format riprende il Prologo del Sic et non di Pietro Abelardo (uno scritto risalente al 1121), che era una raccolta di 143 (o 158, in base ai diversi codici) su delle precise questioni teologiche, precedute da un prologo. L’autore medievale metteva in relazione le testimonianze, in apparenza (talvolta) contraddittorie, della Bibbia e dei Padri della Chiesa su diversi argomenti. L’obiettivo non era quello di mettere i Padri uno contro l’altro, bensì di sollevare i problemi e stimolare la volontà di rivolverli in maniera unitaria, per giungere alla luce della verità. Il famoso maestro di teologia a Parigi, che aveva una grande reputazione per la sua intelligenza e la sua eloquenza, ispira oggi questi confronti contemporanei su tematiche, si cui si sviscerano le possibilità, le convergenze e divergenze, le opportunità
Con il coordinamento di un Moderatore – che quest’anno sarà don Franco Iannone, professore di teologia sistematica e rettore del Seminario di Nola, nella cui Sede saremo ospitati – due esperti si confrontano, dunque, su una tematica, che a volte - come accadrà quest’anno (2025) - viene provocata da un libro o da un evento.
Il libro da cui si origina il confronto è quello di Nicola Di Bianco, rilanciare la “nuova evangelizzazione” (Biblioteca di Scenari/12), Edizioni la Valle del Tempo, Napoli (che in via riservata viene inviato ai relatori e che l’editore prof. Mario Rovinello potrà esporre per l’occasione, con il permesso di don Franco Iannone).
Books and Museum-Summer edition, giovedì 19 giugno 2025, ore
19.00
Santa Maria la Nova, Napoli
Michele Ciccarelli, Coscienza e potere. Una
riflessione antropologica contemporanea a partire da racconti biblici,
Edizioni la Valle del Tempo, Napoli, 2025, pp. 418, euro 20,00.
Attriti e conflitti
Una delle domande del libro di Ciccarelli che, in tempo di
guerra, come purtroppo oggi siamo, diviene ancora più rilevante, è quella che
leggiamo in una delle pagine conclusive, laddove l’Autore auspica «una
riflessione più pacata che riesca a trovare una modalità di organizzazione
democratica che sia capace di coniugare efficacemente l’universale con il
particolare e, soprattutto, trovare un rapporto armonico tra l’universalità dei
diritti dell’uomo e le diversità culturali diffuse nel mondo» (p. 337).
Nell’attuale guerra tra Israele e Iran - che si va ad
addizionare alle centinaia di focolai di una guerra mondiale come a pezzi -,
noi tocchiamo drammaticamente con mano gli esiti di una soluzione inevitabilmente
conflittuale, piuttosto che quella, come desidereremmo, pacata.
La maturazione dei diritti umani universali, codificati
nelle Carte e Dichiarazioni dei diritti umani e perfino gridata dalla Chiesa di
Roma con lo slogan Fratelli tutti, stride terribilmente con le
concezioni influenzate dalla visione islamico sciita: quella che conta oltre
sessanta milioni di persone, ovvero circa il 10-13% della popolazione musulmana
mondiale, con una presenza significativa in Iraq, Siria, Libano e Bahrein, formando
la cosiddetta "mezzaluna sciita". Se l’Arabia Saudita è il punto di
riferimento principale del cosiddetto “blocco islamico sunnita”, l’Iran è il
leader del cosiddetto “blocco sciita” che, nella narrazione dell’attuale potere
in Israele, perseguirebbe sistematicamente l’eliminazione dello Stato d’Israele
e, negli ultimi giorni, avrebbe richiesto, in risposta, la escalation
militare di Israele contro l’Iran come una vera e propria misura preventiva
contro lo sviluppo di armi nucleari iraniane.