..“La coperta si fa sempre più corta”, potrebbe iniziare così il grido di allarme per segnalare le criticità che riguardano le carenze e le modalità di accesso alle cure palliative. La politica continua a dare il peggio di sé senza pudore alcuno come ieri al meeting di Rimini: la ministra della disabilità Locatelli ha riaffermato che bisogna avere rispetto della persona e allora mi spiega come si possa giustificare che da un ospedale pubblico viene mandato a casa un malato “ senza speranza” e non si indica invece ai familiari che lo Stato può dare supporto con le cure palliative, che sono fondamentali per alleviare le sofferenze del malato e i disagi dei familiari dando garanzie per una migliore qualità della vita nel fine vita. Purtroppo ciò non sempre avviene pertanto bisogna denunciare le carenze e le criticità severe per accedere alle cure palliative. Le disponibilità di queste cure sono ancora esigue e molto spesso burocratizzate al punto da scoraggiarne l’accesso.Potre portare tante esperienze vissute in prima persona per confermare le difficoltà che incontrano i familiari di ammalati terminali
Ai familiari di un malato terminale do indicazioni sulla procedura di accesso alle cure palliative, che da protocollo vengono attivate soltanto dopo la valutazione dello specialista palliativista. Al presidio dove la figlia del malato afferisce nel mese di giugno le rispondono che la visita del medico potrà avvenire a settembre. Nel frattempo l’ammalato muore a Luglio.😢
La società civile e le componenti di volontari (specialmente religiose), possono trovare motivo di condivisione per non lasciare soli abbandonati malato e familiari.
La società civile e le componenti di volontari (specialmente religiose), possono trovare motivo di condivisione per non lasciare soli abbandonati malato e familiari.
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