Le conversazioni canine di Spettro e Mia
Il mondo segreto di Spettro e Mia: quando la letteratura incontra il diritto e la filosofia
Domenica 23 novembre 2025, alle ore 11:30, presso il Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova di Napoli diretto dal prof. Giuseppe Reale, avrò l'onore di intervenire alla presentazione del libro di Gabriella De Falco, Il mondo segreto di Spettro e Mia. Conversazioni canine in un tramonto di fine estate (Bookabook 2025), nell'ambito della prestigiosa rassegna Books & Museum
1. La tutela costituzionale degli animali non umani
L'opera della De Falco giunge in un momento particolarmente significativo per il nostro ordinamento giuridico. La Legge costituzionale n. 1/2022 ha infatti introdotto nella nostra Carta costituzionale, all'art. 9, la tutela esplicita degli animali, colmando una lacuna che distingueva l'Italia da altri ordinamenti europei. Non si tratta di una mera proclamazione di principio, bensì di una riserva di legge assoluta che demanda al legislatore ordinario il compito di stabilire "i modi e le forme" di tale tutela.
Il libro della De Falco, attraverso le voci dei due protagonisti canini - Spettro, il saggio cane riflessivo, e Mia, la vivace Yorkshire - ci invita ad ascoltare quella "voce nascosta" che attende di essere percepita. Come scrive l'Autrice nei suoi Ringraziamenti finali, ella auspica che ogni lettore possa "provare ad ascoltare quella voce nascosta da qualche parte, che viene fuori ogni volta che per caso ci troviamo a fare qualcosa che realmente ci appassiona".
2. Oltre il gioco: una narrazione etica
Le conversazioni canine narrate dalla De Falco non costituiscono un semplice esercizio letterario ludico. I due protagonisti incarnano temperamenti distinti e raccontano le traversie di altri membri della specie canina, dal dramma dell'abbandono all'internamento nei rifugi.
Particolarmente toccante è la riflessione di Spettro sull'amore incondizionato: "La verità è che noi amiamo i nostri amo e loro amano noi e ci trattano con amore. Ma c'è anche un'altra verità: che se anche loro non ci amassero, come succede purtroppo nelle vite di tanti animali, noi li ameremmo ugualmente, in un modo così incondizionato, che non saremmo mai capaci di far loro del male".
Emerge una filosofia della non-violenza che attraversa l'intera opera. Quando Spettro riflette sulle ingiustizie subite - lo smembramento della famiglia canina, le violenze dei cacciatori - egli rifiuta la logica della vendetta: "Io non ho proprio voglia di combattere. Non mi interessa e non credo che sia questa la strada giusta per risolvere le situazioni che non vanno. Le guerre portano solo altre guerre".






