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giovedì 23 gennaio 2025

IUM acdemy-Politeia, attualità formativa dei percorsi IFTS


I moduli e le unità capitalizzabili dei percorsi IFTS sono finalizzati a far acquisire insieme di competenze, autonomamente significativo, riconoscibile dal mondo del lavoro come componente di specifiche professionalità ed identificabile quale risultato atteso del percorso formativo.

La filiera formativa tecnologico-professionale ha l'obiettivo di offrire agli studenti un'ampia gamma di opportunità formative nel settore tecnologico e professionale. Questa proposta formativa si basa su un sistema integrato e in rete, in grado di garantire una vasta scelta di percorsi: dall'istruzione tecnica e professionale, ai programmi di istruzione e formazione professionale, fino ai percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) e di specializzazione terziaria.

Il tutto è reso possibile grazie alla collaborazione e alla sinergia tra istituti tecnici, istituti professionali e ITS Academy, creando un ecosistema educativo inclusivo e orientato al futuro. Ricordiamo che il futuro degli ITS Academy prevede, tra l’altro, la correlazione con una struttura formativa accreditata dalla Regione per l'alta formazione.

Attualmente la filiera formativa tecnologico professionale è finalizzata a proporre agli studenti un’offerta formativa in ambito tecnologico-professionale, integrata in rete e capace di garantire un’ampia scelta di percorsi d’istruzione, di istruzione e formazione professionale, di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) e di specializzazione terziaria prevedendo il coinvolgimento e la sinergia di istituti tecnici e professionali e ITS Academy. Ulteriori soggetti della rete possono essere le università, le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e altri soggetti pubblici e privati intenzionati a contribuire alla realizzazione del progetto sperimentale, in partenariato con i rappresentanti del sistema delle imprese e delle professioni.

Dio c’era ad Auschwitz?


Il venti luglio dell’anno 2000 il parlamento italiano promulga la legge 211 con la quale istituisce il “Giorno della Memoria” per commemorare e ricordare le vittime del nazismo. La scuola in tale data organizza attività e lezioni per sensibilizzare i discenti circa il totalitarismo e i suoi orrori e promuove azioni volte all’inclusione e al contrasto di ogni forma di discriminazione etnica, razziale, culturale e religiosa. Joseph Ratzinger- Benedetto XVI il ventotto maggio del 2006, si recò in visita ad Auschwitz-Birkenau e in tale occasione tenne un discorso divenuto celebre sull’orrore della Shoah.
La peculiarità del pensiero di Joseph Ratzinger é che egli fonda sempre le sue argomentazioni a partire dalle fonti bibliche, patristiche e liturgiche. In tale circostanza - il compianto Papa teologo- afferma che dinanzi allo sterminio sistematico di oltre sei milioni di persone non si può non chiedersi: Dio dove era? Perché ha taciuto e ha permesso l’attuazione di questa catastrofe? Ratzinger chiede pace e riconciliazione in un luogo diventato simbolo di terrore e di morte. Prega il Salmo 44 in cui l’Israele sofferente grida a Dio perché lo liberi: “Tu ci hai abbattuti in un luogo di sciacalli e ci hai avvolti di ombre tenebrose… Per te siamo messi a morte, stimati come pecore da macello. Svegliati, perché dormi, Signore? Déstati, non ci respingere per sempre!”. E ancora Ratzinger evoca l’episodio della fornace ardente in cui i giovani deportati affrontano la persecuzione e il pericolo di morte preservando e tenendo salda la loro fede. Tale narrazione è riportata dal libro emblematico del profeta Daniele (cf. Dn 3,17ss). Pertanto, se è legittimo chiedersi dove era Dio ad Auschwitz e altrettanto doveroso chiedersi dove era l’uomo? La macchina di morte dei recenti totalitarismi europei - nazismo, comunismo, capitalismo - si è sviluppata ed attuata anche a causa dell’indifferenza e del silenzio di chi al momento giusto ed al punto giusto ha avuto il potere di impedire il male non lo ha fatto. Chi solitamente preferisce voltarsi dall’altra parte. Le ideologie non sì fomentano magicamente vi si cela dietro alla loro diffusione sempre e comunque un tacito consenso. Il cosiddetto terzo Reich, infatti, é stato solo il braccio operativo di una macchina di odio che affonda le sue radici nell’antisemitismo delle epoche passate. Una responsabilità antropologica prima che una accusa teologica si impone alla ragione. L’indifferenza, la corruzione, l’egoismo, la mancanza di fede sono alla base della violenza cieca e spietata che, come ad Auschwitz ancora oggi in minima e larga misura, si manifesta e si mostra prepotentemente! Occorre, dunque, sollecitare e sensibilizzare i giovani su queste tematiche spiegando loro che il contagio e la diffusione del virus dell’odio si contrae a partire dalle piccole cose: tollerare un episodio bullismo, permettere un’ingiustizia per un proprio tornaconto e via dicendo. É dalle piccole tolleranze del male che esso si nutre, cresce e diventa poi irrimediabilmente aggressivo e mostruoso. Opporre al male il bene é ciò che Ratzinger insegna durante la sua visita al campo di concentramento. Promuovere piccole ma concrete azioni di solidarietà e gentilezza a partire dal vissuto quotidiano di ciascuno, sollecitare ed invitare al dialogo, al rispetto per opinioni e visioni della realtà differenti, impedisce di creare forme assolute e coercitive di potere. Detto questo, il totalitarismo nazista rilancia l’eterna domanda che da sempre interpella il cuore dell’uomo: perché esiste la sofferenza e il male? E come si può conciliare ciò con l’idea biblica di un Dio ricco di bontà e amore? Questi interrogativi risuonano ancora oggi nel cuore di tanti giovani che, talvolta, assistono increduli ad un vero e proprio trionfo del male. I recenti conflitti in Medio Oriente Israele e Palestina e in Europa tra la Russia e l’Ucraina hanno mostrato immagini e scenari inquietanti e il timore di un conflitto nucleare sembra affacciarsi sempre più violentemente sul palcoscenico della storia. Tuttavia, il bene non si arrende e grida nonostante il silenzio assordante del male sembra voglia soffocarlo. In tale contesto, bene si inserisce la proposta narrativa della giovane scrittrice esordiente Alice Beatrice Pescarollo la quale, di recente ha pubblicato un romanzo: “6957. Germogli sotto la neve, LAB DFG, Latina 2024, pp. 229.

domenica 19 gennaio 2025

L’arte della Parola

“Fratelli, la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio. Essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto” (Cf. Ebrei 4,12-15). La liturgia odierna, attraverso la sua pedagogica sapienza, pone all’attenzione dei fedeli questo estratto della lettera agli Ebrei. Quest'opera letteraria, per il suo stile epistolare, è stata tradizionalmente annoverata tra le epistole paoline. Tuttavia, oggi sappiamo che essa è il frutto della riflessione e del lavoro redazionale di un agiografo, un autore sacro convertitosi dal giudaismo al cristianesimo nel primo secolo dopo Cristo. 
🔯Il Messaggio dell’Autore L’intento dell’autore è quello di “dimostrare” che le promesse dell’Antica Alleanza (Antico Testamento) hanno trovato ora pieno riscontro nella persona e nell’opera di Gesù Cristo. Questo scopo “didattico” viene portato avanti mediante un linguaggio cultuale tipico dell’Antico Testamento: Cristo è il nuovo ed eterno sommo sacerdote, discendente di Melchisedec, che con la sua passione ha “estirpato” la radice del male e ha dischiuso all’umanità di tutti i tempi il “velo del tempio” per poter “tornare” a Dio. 
🔯L'Importanza della Parola di Dio 
Gesù, con il suo esempio e i suoi insegnamenti, ha mostrato all’essere umano, sia uomo che donna, come essere autenticamente umani attraverso: - Solidarietà - Rispetto per la creazione - Coltivazione della dimensione spirituale dell’esistenza In questo estratto, si evidenzia il valore formativo ed educativo della Parola di Dio. Si sottolinea come essa abbia la capacità di “entrare e penetrare” nell’interiorità dell’essere umano, “scavando” per far emergere il meglio che abita nel cuore di ciascuno. 

martedì 14 gennaio 2025

Il Leggilibri. La rubrica della TGR apre sugli Scenari di Giustiniani

Il Leggilibri. La rubrica editoriale della TGR Campania apre su "scenari" e "biblioteca scenari", le collane che il prof. Giustiniani cura per la Valle del Tempo edizioni (NA). Scenari è composta da volumetti che nelle intenzioni del curatore vogliono essere una piccola enciclopedia della cultura religiosa del terzo millennio. Biblioteca di Scenari, ospita invece saggi divulgativi che toccano più o meno gli stessi argomenti, ma in modo più corposo e approfondito.

lunedì 6 gennaio 2025

6957, germogli sotto la neve. Al Books & Museum, l'amore inverosimile di Alice Beatrice Pescarollo

Riprendono gli incontri del Books & Museum presso la sala conferenze Margherita Lama Caputo del complesso monumentale di Santa Maria la nova in Napoli.

6957, germogli sotto la neve, inaugura il nuovo anno di Books & Museum il romanzo di un amore inverosimile, quello tra Alexander Meyer ufficiale tedesco e Myriam, ebrea deportata ad Auschwitz con il quale la giovanissima Alice Beatrice Pescarollo cerca di cancellare la barbarie umana dei nazifascisti e  dei loro  sostenitori, Domenica, 12 gennaio 2025 ore 11,00

L'anti-giudeo, che, in queste pagine, aveva sempre chiamato la protagonista ebrea non per nome, ma per numero - 6957 -, o con l’aggettivo sprezzante di “giudea” si accorge, poco alla volta, che un sentimento eterno, umanissimo, inter-razziale e interculturale si sta maturando in lui: l’amore che si trasforma in versi, come accade a p. 99; che salva dalla sicura morte che sarebbe seguita al toccare il filo spinato elettrificato del campo polacco (cf. p. 101); che diviene chiaro e dichiarato tra un lui, che non è soltanto un soldato, e una lei, che non è soltanto una prigioniera: «una luce, una flebile speranza che può, tante volte, salvare la vita. Spesso, quella luce è un altro essere umano» (p. 154).

È questa la leva narrativa, ma anche la tesi della giovane narratrice – che non manca, alla fine, di ringraziare «la dirigente scolastica del liceo classico G.V. Catullo di Monterotondo, professoressa Giuseppina Frappetta per l’attenzione mostrata per il mio lavoro» (p. 228).

Anche sotto la neve, insomma, possono sbocciare dei germogli...

Il gran rifiuto, Celestino V Papa a Napoli


I prodromi del Giubileo: la “perdonanza” di Papa Celestino
(Basilica di San Giovanni Maggiore in Napoli, in occasione della pubblicazione del saggio storio di Fulvio Pastore: il gran rifiuto, Celestino V Papa a Napoli. 17 Maggio 2025)

Antiquorum habet fide relatio: ecco il titolo della Bolla del primo Giubileo: Bonifacio VIII 22 febbraio 1300

«Bonifacio Vescovo, servo dei servi di Dio, per la certezza dei presenti e la memoria dei futuri.

C’è una tradizione degna di fede da parte degli antichi che a coloro, i quali accedono all’onoranda Basilica del principe degli Apostoli di Roma, sono concesse grandi missioni ed indulgenze dei peccati. Noi dunque, che secondo i doveri del nostro ufficio, ricerchiamo e procuriamo con viva soddisfazione il vantaggio dei singoli, ritenendo certe e da rispettarsi tutte queste indulgenze, queste stesse con l'autorita apostolica confermiamo, approviamo, ed anche rinnoviamo con il patrocinio di questa scrittura. E pertanto, poiché‚ i Beatissimi apostoli Pietro e Paolo più sono onorati tanto devotamente le loro Basiliche saranno affollate dai fedeli e affinché gli stessi si sentano sempre più rinfrancati con un’elargizione di doni spirituali, per questo, noi accordiamo, affidandoci alla misericordia di Dio Onnipotente ed ai meriti ed alla autorità dei medesimi Apostoli, col consiglio dei nostri fratelli e nella pienezza del potere apostolico, a tutti quelli che nel presente anno mille e trecento, cominciato da poco con la festa della Natività di nostro Signore Gesù Cristo, ed in qualunque altro centesimo anno seguente accederanno alle suddette Basiliche con riverenza e veramente pentiti e confessati, ed a quelli che veramente si pentiranno in questo presente centesimo anno ed in qualunque anno centesimo avvenire, non solo pieno ed assai largo, ma anzi assai pienissimo perdono dei loro peccati. Stabiliamo che coloro i quali vogliano essere fatti partecipi di simile indulgenza da Noi concessa accedano alle suddette Basiliche, se saranno romani almeno per trenta giorni continui od intercalati ed almeno una volta al giorno; se poi saranno pellegrini o forestieri facciano allo stesso modo per quindici giorni. Ciascuno tanto più meriti e tanto più efficacemente consegna l’indulgenza se le stesse Basiliche più ampiamente e devotamente frequenterà. A nessun uomo giammai sia lecito infirmare questo pubblico atto della conferma, approvazione, innovazione, concessione e costituzione nostra, né‚ gli sia lecito con temerario ordine contraddirvi. Se poi alcun avrà avuto la presunzione di ciò, sappia che incorrerà nello sdegno di Dio Onnipotente e dei Beati Pietro e Paolo Apostoli.

Dato in Roma, presso san Pietro il 22 febbraio, anno sesto del Nostro Pontificato.

🔤relazione integrale 

mercoledì 25 dicembre 2024

Scienza nuova e modernità, studio sul sapere in G. B. Vico di Paloma Brook

Centro per la filosofia italiana. Accademia vivarum novum.

Villa Falconieri, 19 dicembre 2024

Scienza nuova e modernità, studio sul sapere, la storia ed il linguaggio in G. B. Vico di Paloma Brook, Aracne. Roma 2024: contributo all’orientamento della discussione ed intervento del prof. Pasquale Giustiniani

Carissimi Aldo e Luigi,

in vista del Convegno CFI sulla filosofia italica, mi permetto di offrire alcune indicazioni che potrebbero essere girate agli studiosi che saranno invitati.

Il Convegno si potrebbe intitolare “Antiquissima Italorum Sapientia”.

Alla luce dello scritto di Giambattista Vico – De antiquissima italorum sapientia - il Convegno intende approfondire criticamente le premesse antico-greche, cristiane e tardo-antiche di quella che Vico considerava la “nostra metafisica”, da lui pubblicata nel 1710 per “destare la curiosità ne' dotti” e, in particolare per “giovare la gioventù”, spiegando le cose dai primi termini, soppesando le altrui opinioni, facendone vedere tutte le conseguenze, fino agli ultimi corollari. Nell’orizzonte descritto, l’approccio critico di ogni studioso-relatore, dovrebbe aver presenti alcune principali domande:

1.       Qual è lo “stato dell’arte” delle interpretazioni critiche del pensiero dell’autore/i che viene oggi indagato?

2.       Vi sono premesse o nuclei originari di sviluppi che si verificheranno nella filosofia elaborata in seguito in Italia?

3.       Su quali punti bisognerebbe insistere per recare giovamento alle giovani generazioni di studenti medio-superiori e universitari?

Paloma Brook, Scienza nuova e modernità. Studio sul sapere, la storia e il linguaggio in Giambattista Vico, Prefazione di Stefano Velotti, Edizioni Aracne, Roma 2024, pagine 191.

Corrado Ocone, il non detto della libertà

Considerazioni pedagogiche sul libro di Giosuè (cf. 1,9)

  @scenari.futuri Giuseppe Lubrino, la pedagogia di Giosué «Sii forte e coraggioso: non temere, perché Dio è con te ovunque tu vada» (Gs...